Concordia: emergenza ambientale

Stato di emergenza – L’affondamento della Costa Concordia rischia di provocare un vero e proprio disastro ambientale se non si interverrà immediatamente per impedire la fuoriuscita del carburante, che al momento del naufragio ammontava a circa a 2.300 tonnellate di gasolio denso. Tra l’altro la zona nella quale si trovava la nave nel momento in cui si è incagliata sul grande scoglio affiorante, è all’interno di un parco marino naturale di enorme valore.

Macchia d’olio galleggiante – Gli elicotteri che hanno sorvolato il mare intorno all’isola del Giglio hanno notato una grande macchia d’olio che fuoriusciva dalla nave, che però, a seguito di una successiva verifica. è risultata essere costituita da combustibile leggero, probabilmente diesel, in grado di evaporare.

Cordoglio e dolore per le vittime – Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini si è detto addolorato per la perdita delle numerose vite umane e vicino ai parenti delle vittime, e ha anche aggiunto che, dopo aver concentrato ogni sforzo possibile per salvare il numero maggiore di vite, impegno prioritario è quello di impedire con ogni mezzo l’inquinamento della zona, che provocherebbe conseguenze gravissime, attivando già dalla serata di ieri l’intervento delle navi antinquinamento che provvederanno a svuotare il serbatoio del carburante impedendone la dispersione in acqua.

Marta Lock