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L’autodifesa dei Marlene Kuntz: Ecco perché andiamo a Sanremo

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Marlene Kuntz: Ecco perché andiamo a Sanremo – ‘Excusatio non petita, accusatio manifesta’ dicevano gli antichi romani in riferimento a una giustificazione non richiesta e foriera di una mal celata autodifesa. Un’espressione che sembra ben adattarsi al senso del comunicato diramato poche ore fa sul sito dei Marlene Kuntz, la band di Cristiano Godano la cui partecipazione al Festival di Sanremo 2012 è stata ufficializzata ieri. Forse per rassicurare i fan più oltranzisti che non avrebbero voluto vedere il nome dei Marlene tra i concorrenti che si esibiranno sul palco del Teatro Ariston, simbolo di una musica troppo nazionalpopolare e commerciale, Godano e compagni hanno dunque deciso di assegnare a un comunicato non richiesto il perché di questa sorprendente partecipazione.

Il comunicato – “Siamo un gruppo che ha sempre cercato di non precludersi la possibilità di sperimentare nuovi approcci, assecondando la curiosità piuttosto che il calcolo – spiegano i Marlene Kuntz sul proprio sito –  Andare a Sanremo per certi versi ha a che fare, anche, con la curiosità di cimentarsi in qualcosa di nuovo che ci potrebbe divertire. Spesso, per contro, il non andare a Sanremo da parte di certi gruppi non ha esattamente a che fare con una sorta di intransigenza o snobismo che vieta l’eventualità di mescolarsi con artisti che non si apprezza, ma con il calcolo di evitare di nuocere al proprio pubblico (più precisamente: di evitare che il proprio pubblico ti diventi nemico… E chissà poi perché il tuo pubblico dovrebbe diventarti nemico). Esattamente come qualsiasi gruppo si può imporre di non fare certe cose perché potrebbero rovinargli una carriera: cosa ampiamente ragionevole, se si pensa se un giorno noi desiderassimo, ad esempio, fare delle canzoncine allegre, del tutto pop, commerciali, argute o meno che fossero, per puro divertimento: perché no, se non per il fatto che il tuo pubblico letteralmente ti massacrerebbe? Ma questo tipo di calcolo – si chiedono Godano & Co. – non è forse più emblematico del senso della ‘marchetta‘ rispetto al fare e sperimentare ciò si vuole? Ci daranno dei marchettari per il nostro andare a Sanremo? Ma non è forse più marchettaro fare ciò che il tuo pubblico si aspetta da te per puro calcolo?”.

 

Raffaele Emiliano

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