Fiamme e scontri in Romania: i tagli sono troppo duri

Bucarest – Fiamme e disordini a Bucarest, dopo le misure di austerity adottate dal governo negli ultimi mesi. In migliaia sono scesi in piazza bruciando bidoni della spazzatura e scontrandosi con la politia. Il bilancio è di 70 feriti in pochi giorni, 240 manifestanti arrestati e danni in tutta la città.

Tra compromesso e repressione – Il primo ministro Emil Boc ha ritirato il progetto per la riforma della sanità, cercando un compromesso con le parti sociali. Ma le violenze non sembrano arrestarsi: le politiche d’austerità concordate con l’Unione Europea e la perdita di potere d’acquisto delle famiglie hanno generato un malcontento generale. Oggi si chiedono le dimissioni del primo ministro e il governo ha risposto con 2 mila poliziotti in tenuta anti-sommossa, decisi a porre fine alla violenza con le buone o con le cattive.

Tagli durissimi – “La libertà di parola è garantita in Romania e le dimostrazioni pacifiche sono legittime – ha dichiarato in una riunione il capo del governo Boc – tuttavia la violenza di strada è inaccettabile e non sarà tollerata”. Il Paese ha dovuto fare i tagli più duri dell’Unione per rientrare nei livelli di defici concordati con il Fondo Monetario Internazionale. Il 25% in meno negli stipendi per i dipendenti pubblici, ha dovuto andare a colpire le pensioni. Basti pensare che oggi un pensionato romeno con 37 anni di lavoro prende in media 160 euro al mese mentre il salario medio è di 350 euro.

Michela Santini