Lega: la pace armata tra Bossi e Maroni

Che aria tira tra il leader leghista, Umberto Bossi, e il popolarissimo ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni? I due si sono incontrati ieri nella sede milanese del Carroccio in via Bellerio dopo gli “screzi” degli ultimi giorni che hanno messo in allarme l’intera base padana. Un incontro volto a ridimensionare le tensioni, ma che – stando alle scarne parole pronunciate dallo stesso Maroni – non avrebbe archiviato definitivamente l’incidente diplomatico.

Pace o tregua? – “Ci siamo visti e abbiamo fatto due chiacchiere“: è questa la lapidaria dichiarazione con cui Roberto Maroni ha ieri liquidato il faccia a faccia consumatosi a Milano con Umberto Bossi. Un resoconto quanto mai asciutto, che non ha lasciato presagire alcuno “scongelamento” convincente tra i due, dopo i presunti veti scanditi dal Senatur che hanno insolentito l’ex ministro e i suoi numerosissimi supporter. La pace, insomma, sarebbe tutt’altro che sancita e la soglia di reciproca diffidenza resterebbe assai alta.

Un abbraccio da ostentare – Stando ai beninformati, però, in via Bellerio si sarebbe ieri parlato dell’opportunità di veicolare un’immagine compatta del partito, magari in occasione del comizio di Roberto Maroni domani sera a Varese. I più “creativi” avrebbero addirittura suggerito di inscenare un abbraccio teatrale sul palco, in modo da spegnere i sospetti dei militanti più preoccupati. Il numero delle presenze stimato per domani ha, intanto, costretto gli organizzatori a cambiare location, trasferendo l’incontro in un teatro più grande, con una capienza di oltre mille posti. Per Bobo, insomma, si preannuncia un vero e proprio bagno di folla.

Timori per la manifestazione di domenica – Ma tornando al faccia a faccia di ieri, secondo i soliti beninformati, ci si sarebbe limitati a parlare di strategie elettorali e dell’organizzazione della manifestazione prevista domenica prossima a Milano. Il timore che in quell’occasione possano sclerotizzarsi le distanze tra i cosiddetti “maroniani” e i “cerchisti” (i fedelissimi di Bossi) avrebbe, infatti, spinto a rinforzare le misure di sicurezza in modo da scongiurare il rischio di possibili scontri fisici.

Maria Saporito