“Salga a bordo, cazzo” – Telefonata tra la Capitaneria e il comandante della Concordia

Continuano le ricerche dopo il naufragio – Si inizia a far luce su quanto accaduto nella tragica notte di sabato sulla nave da crociera Costa Concordia. Sono 29 i dispersi nel naufragio vicino all’isola del Giglio e non 16 come detto in un primo momento. A confermarlo è stato ieri sera il comandate generale della Capitaneria di porto-Guardia costiera, Marco Brusco. Si tratta di 25 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio. Intanto preoccupano le condizioni del mare, resterebbero solo 48 ore, per trovare i dispersi, poi la nave potrebbe sprofondare completamente.

Responsabilità del comandante – Sembrano ormai certe le responsabilità del comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, che, oltre a compiere la manovra azzardata che ha fatto finire la nave contro gli scogli ed aver abbandonato l’imbarcazione prima dei passeggeri, pare abbia chiamato i soccorsi solo dopo essersi messo in salvo, quindi in netto ritardo. Intorno alle 22, una donna del posto ha chiamato i carabinieri, per avvisare di aver ricevuto una telefonata da una persona sulla nave, che le raccontava che l’imbarcazione si trovava al buio. A questo punto i carabinieri si sono messi in contatto con la Capitaneria che subito ha rintracciato la nave. Sono le 22,14, la Concordia ha già colpito lo scoglio e sta imbarcando acqua, ma dalla plancia si parla solo di un black-out. Dalla nave non arriva dunque ancora nessun allarme e continuano anzi a dare rassicurazioni. Alle 22,26, la Capitaneria richiama la Concordia, ormai la sua velocità è inferiore a un nodo; dalla nave spiegano che c’è una ‘via d’acqua’. A questo punto dalla Capitaneria chiedono se ci sono feriti o deceduti, ma dalla plancia continuano a dire che è tutto a posto e alla domanda se sono necessari i soccorsi, la Concordia risponde che sarà sufficiente un rimorchiatore. La Capitaneria invece avvia la macchina dei soccorsi. La richiesta di aiuto ufficiale arriverà solo dieci minuti dopo.

La telefonata – Sconcertanti invece sono state le comunicazioni successive tra il comandante Francesco Schettino e la Capitaneria.  Alle 00,32 la prima telefonata della Capitaneria al cellulare del comandante, che, secondo alcuni testimoni, si trovava già in salvo sulla scogliera. Gli viene chiesto quante persone sono ancora a bordo. Schettino risponde 2-300, e sostiene che sarebbero state già evacuate 4 mila persone dopo soli 40? dall’abbandono nave. “Ora torno sul ponte – assicura alla Capitaneria – Ero andato a poppa per capire cosa stava succedendo”. “Rimarrà solo lei?”, chiede la sala operativa. “Credo di rimanere solo io” replica. Dieci minuti più tardi, alle 00,42, una nuova telefonata al comandante. La sala operativa della Capitaneria chiede quante persone devono ancora essere evacuate. Schettino risponde: “Ho chiamato la società e mi dicono che ci sono un centinaio di persone”. In realtà l’evacuazione è ancora nel pieno svolgimento. “Io sto coordinando” assicura Schettino all’ufficiale della Capitaneria. Ma pochi secondi dopo si lascia scappare prima la frase “Non possiamo salire più a bordo perché stava appoppando”. E poi: “Abbiamo abbandonato la nave”. L’ufficiale della guardia costiera, sorpreso, a quel punto chiede: “Comandante, ha abbandonato la nave?”. Il comandante ritratta: “No, no, macché abbandonato la nave”. All’1,46 la telefonata più concitata: l’ufficiale della guardia costiera dà sulla voce del comandante. “Adesso lei va a prua, risale la biscaggina (la scala di corda delle navi) e coordina l’evacuazione. Ci dice quante persone ci sono ancora: se ci sono bambini, donne, passeggeri e il numero esatto di ciascuna di queste categorie. Vada a bordo. Cosa fa, lascia i soccorsi?”. Schettino: “No, no, sono qua, sto coordinando i soccorsi. Lì è buio, non posso tornare indietro”. L’ufficiale ricomincia: “Comandante, è un ordine, ora comando io. Lei ha dichiarato l’abbandono nave, vada a prua, risalga sulla nave e vada a coordinare i soccorsi. Ci sono già dei cadaveri”.?Schettino: “Quanti?”.?L’ufficiale: “Deve dirmelo lei, cosa vuole fare, vuole andare a casa perché è buio? Lei ora torna sopra e ci dice cosa si può fare, quante persone ci sono e di cos’hanno bisogno”. Schettino di nuovo assicura: “Va bene, sto andando”. Questa sarà l’ultima bugia detta da Schettino perché secondo la Capitaneria non risalirà più a bordo. Testimoni affermano infatti di aver visto il comandante risalire il molo, arrivare al porto, prendere un taxi e farsi portare in albergo.

Telefonata tra il comandante della Concordia e la Capitaneria   (audio)

Maria Rosa Tamborrino