Usa 2012, in South Carolina sarà Gingrich l’anti-Romney

Meno quattro – Novantasei ore ci separano dalla terza sessione di votazioni per le primarie del Partito Repubblicano, in South Carolina, e il dibattito andato in scena ieri sera proprio nel Palmetto State ha ancora una volta rimescolato le carte. Il confronto, il sedicesimo tra i candidati repubblicani, è stato trasmesso dalla Fox, e ha visto come assoluto protagonista Newt Gingrich, che ha incassato applausi e commenti positivi durante tutta la serata. L’ex speaker alla Camera, dopo i primi due deludenti risultati, sapeva di doversi giocare il tutto per tutto nel profondo sud americano, dove le sue posizioni incontrano più consensi, e così ha fatto: ha attaccato Obama per il ritiro delle truppe dall’Iraq, dovuto a suo dire a motivi politici, e ha sottolineato la sua totale contrarietà a una qualsiasi sanatoria per i clandestini che già vivono negli Stati Uniti. Tutti argomenti che il pubblico ha salutato con un’ovazione, che ha raggiunto il suo picco quando Gingrich, criticando il pacifismo di un fischiatissimo Ron Paul, ha gridato nel microfono “i nemici vanno uccisi“.

Tutti contro Romney – Per il resto, il copione è stato quello atteso: un tentativo assiduo e costante di far perdere punti all’attuale frontman, Mitt Romney, che se dovesse vincere anche in South Carolina inizierebbe a mettere una seria ipoteca sulla sua nomination. Rick Santorum ha provato a metterlo in difficoltà riguardo ai suoi frequenti cambiamenti di idee su certe tematiche come l’aborto, ma nell’arco del dibattito non ha inciso. Buona serata invece per Rick Perry: il governatore del Texas è apparso in ottima forma, ed ha gestito più che bene gli scambi di battute con gli altri candidati, mettendo in difficoltà anche Romney su questioni economiche. Perry ha già un discreto ritardo, ma sembra stia riguadagnando terreno, e un buon risultato nel voto di sabato potrebbe rilanciarlo.

Damiano Cristoforoni