Crisi, Banca mondiale: è allarme rallentamento economie Paesi emergenti. Fmi: servono nuove risorse

La Banca mondiale ha lanciato il suo allarme sul rallentamento della crescita delle economie dei Paesi in via di sviluppo in seguito ai problemi legati al debito dell’Europa. “Sembra che l’Europa sia entrata in recessione e la crescita in diversi Paesi in via di sviluppo sta rallentando”, sottolinea la Banca in un aggiornamento delle proprie stime sull’andamento delle economie mondiali rispetto a quella dello scorso giugno.

Le stime. L’economia globale dovrebbe crescere del 2,5% nel 2012 e del 3,1% nel 2013, decisamente al di sotto di quel 3,6% di crescita annuale stimato dalla stessa Banca mondiale lo scorso giugno. I Paesi in via di sviluppo continueranno a registrare performance migliori di quelli più ricchi, ma la Banca Mondiale ha rivisto al ribasso il tasso di crescita anche di questi Paesi al 5,4% nel 2012 e al 6% nel 2013, mentre le precedenti stime indicavano una crescita rispettivamente del 6,2% e del 6,3%. “La flessione in Europa e la crescita più debole nei Paesi emergenti fanno aumentare i timori che i due sviluppi si rafforzino a vicenda”, si evidenzia nello studio.

Fmi: necessarie nuove risorse. Il Fondo Monetario Internazionale stima di avere la necessità di raccogliere nuove risorse fino a 600 miliardi di dollari. La notizia, si legge su Reuters, sarebbe imputabile a fonti interne del gruppo di discussione, che precisano che 500 miliardi di dollari serviranno per prestiti a Paesi membri e 100 miliardi come “protection buffer”. Il Fondo monetario, se le condizioni economiche peggioreranno ancor di più, stima una necessità globale di finanziamento pari a 1.000 miliardi di dollari nei prossimi due anni.

M.N.