Cina, dissidente Li Tie condannato a 10 anni di carcere

Cina, condannato Li Tie. Un tribunale della Cina centrale ha condannato il dissidente Li Tie ad una pena reclusiva di 10 anni. La condanna contro l’intellettuale cinese è arrivata per la pubblicazione di un suo saggio, intitolato Il paradiso degli esseri umani è la dignità umana. Li Tie è andato sotto processo anche per le sue continue visite su siti non graditi al governo cinese, che spesso vengono oscurati dalla rigida censura di Pechino. Li Tie non è il solo dissidente ad essere stato arrestato dalle forze governative in quest’ultimo periodo: anche Chen Xi e Chen Wei hanno subito una condanna di 10 di carcere da un tribunale cinese, per aver manifestato delle idee ritenute contrarie dal governo di Pechino.

Processo Li Tie durato quasi un anno – Li Tie era stato fermato il 15/09/2010, ma il suo arresto effettivo sarebbe stato convalidato solo un mese dopo. Il 18/04/2011 è iniziato il processo per la pubblicazione del suo saggio. Un processo in cui non sarebbe riuscito a difendersi con l’avvocato che aveva scelto lui stesso: il tribunale che lo ha condannato gliene ha imposto infatti uno d’ufficio. Ultimamente la censura della Cina contro i dissidenti si è fatta nuovamente accesa. Il governo di Pechino a breve dovrà cambiare i suoi vertici istituzionali, ed inoltre deve fare i conti con la crisi economica, che ha avuto ripercussioni anche sull’economia cinese. Per questo ci sarebbe in atto una forte repressione contro i dissidenti, per evitare che sorgano dei movimenti simili alla primavera araba.

Simone Lo Iacono