Crisi, Fmi: Italia in recessione. L’area euro rallenta l’economia globale

Un biennio di recessione per l’economia italiana e una ripresa globale in forte frenata, condizionata fortemente dalla crisi dell’eurozona. Questo lo scenario che viene fuori dalle previsioni del Fondo monetario internazionale che martedì prossimo saranno rese ufficiali nel World Economic Outlook ed anticipate oggi giovedì 19 gennaio dall’Ansa. Il Fondo monetario internazionale individua, dunque, nell’eurozona il freno principale di tutte le economie internazionali e per l’Italia un biennio di forte recessione.

Le tensioni nell’eurozona. “La ripresa globale è minacciata dalle crescenti tensioni nell’area dell’euro”, ritenuta come la ”principale ragione” del peggioramento delle prospettive economiche, alla quale vanno sommate ”le fragilità finanziarie altrove”. Di conseguenza, gli economisti dell’Fmi hanno dato un taglio netto a tutte le statistiche e questo in gran parte perché “ci si aspetta che l’economia dell’area euro finirà in una lieve recessione nel 2012”. E ciò come risultato del rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, della diminuzione del credito bancario all’economia reale e dell’impatto delle nuove misure di consolidamento fiscale.

I numeri della crescita. La crescita mondiale sarà di appena il 3,3% quest’anno e del 4% il prossimo, con una revisione al ribasso, rispettivamente, di 0,7 e 0,5 punti percentuali. Per l’intera area euro è atteso, invece, un calo del Pil pari allo 0,5% nel 2012, con una revisione al ribasso di 1,6 punti percentuali. La crescita si rivedrà nel 2013, ma sarà di appena 0,8%. Molto peggio la situazione italiana: quest’anno la contrazione del Pil supererà addirittura il 2%, attestandosi al 2,2%, con un taglio di 2 punti e mezzo rispetto alle stime dello scorso settembre. E il segno positivo non ritornerà nemmeno nel 2013, anno in cui si registrerà ancora un calo, dello 0,3%. Il rallentamento non risparmierà nemmeno i Paesi emergenti. “Anche la crescita dei Paesi emergenti e in via di sviluppo rallenterà a causa del peggioramento dell’ambiente economico esterno e dell’indebolimento della domanda interna”.

Le sfide politiche. Il Fondo identifica quindi alcuni “requisiti essenziali” per fronteggiare la situazione in cui si versa ormai da oltre due anni. “La più immediata sfida politica – si legge nella bozza del rapporto – è di ristabilire la fiducia e di mettere fine alla crisi dell’area euro sostenendo la crescita”, garantendo contemporaneamente aggiustamenti di bilancio sostenibili, contenimento della restrizione del credito bancario e maggiore liquidità, anche grazie ad una politica monetaria più accomodante.

M.N.