Maroni infierisce su Reguzzoni: La sua mozione contro Passera è sbagliata

Che tra Roberto Maroni e Marco Reguzzoni i rapporti non siano idilliaci lo sanno tutti. Ieri l’ex ministro dell’Interno ha scagliato un’anatema a distanza nei confronti del collega, additandolo come il cattivo consigliere di Bossi, il copywriter di quella presunta “epurazione” con cui i “cerchisti” avrebbero voluto mettere fuori gioco l’avversario interno. Per non lasciare spazio a fraintendimenti, oggi Maroni ha rinnovato il suo attestato di disistima nei confronti del capogruppo a Montecitorio, bocciando senza appello la sua mozione di sfiducia al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera.

Iniziativa personale e avventata – “La mozione di sfiducia nei confronti del ministro Corrado Passera è stata un’iniziativa del capogruppo che io considero sbagliata nel merito, non perché l’ha fatta lui, ma perché otterrà l’effetto opposto”. A dichiararlo oggi è stato il leghista Roberto Maroni, fermo nel considerare la mossa politica di Marco Reguzzoni a dir poco avventata. ”La mozione – ha insistito l’ex titolare del Viminale – è stata presentata senza essere stata discussa. Ieri sera ho parlato con Bossi e mi ha detto che lui non ne sapeva nulla”.

Il legame indissolubile con Bossi – E ritornando alla serata di ieri al Teatro Apollonio di Varese, dove Maroni ha fatto incetta di consensi e ha pubblicamente sancito la riappacificazione col capo: “Bossi è voluto venire – ha spiegato – per dimostrare il legame indissolubile che ci lega e che queste brutte vicende che si sono fortunatamente risolte grazie all’affetto straordinario dei militanti non sono nate da lui”. “E’ stata una serata molto importante sul piano personale, umano, affettivo, ma anche politico – ha precisato l’esponente del Carroccio –  Tutti i militanti hanno chiesto alcune cose con boati, hanno chiesto di andare ai congressi e Bossi – ha concluso Maroni – ha detto alla fine che ci saranno i congressi nazionali”.

Maria Saporito