Liberalizzazioni, Taxi: su licenze decideranno comuni

Spetterà ai comuni intervenire sul servizio taxi aumentando le licenze quando necessario. Sarebbe questa la soluzione prevista nella nuova bozza del decreto legge sulle liberalizzazioni che è all’esame del Consiglio dei ministri. “I comuni sono tenuti altresì ad adeguare i regolamenti di esercizio del servizio taxi ad una offerta del servizio con tariffe e qualità delle prestazioni in rapporto ai diversi contesti urbani ed in particolare per quanto riguarda le città metropolitane, secondo criteri di ragionevolezza e proporzionalità”, si legge all’articolo 42 della nuova bozza.

I principi. Tra i principi a cui i comuni dovranno attenersi la bozza evidenzia “l’incremento del numero delle licenze, ove ritenuto necessario anche in base ad un’analisi per confronto nell’ambito di realtà comunitarie comparabili”, da accompagnare con “adeguate compensazioni da corrispondere una tantum a favore di coloro che sono già titolari di licenza o utilizzando gli introiti derivanti dalla messa all’asta delle nuove licenze, oppure attribuendone a chi già le detiene, con facoltà di vendita o affitto, in un termine congruo oppure attraverso altre adeguate modalità”. Il decreto, dunque, confermerebbe la possibilità di consentire ad uno stesso soggetto di avere la titolarità di più licenze e di ottenere licenze part-time. I comuni potranno anche consentire “una maggiore libertà nella fissazione delle tariffe” ed estendere il raggio di operatività “al di fuori dell’area per la quale” le licenze sono state rilasciate.

M.N.