Progetto “flaring down” contro lo spreco di gas.

Il 20% della popolazione mondiale non ha accesso all’energia elettrica. Paradossalmente, una percentuale rilevante di questi 1,4 miliardi di persone vive in Paesi produttori di materie prime, idrocarburi, e fonti di energia. Il petrolio estratto in questi siti è spesso associato a tonnellate di gas naturale che, in mancanza di infrastrutture adeguate per la sua lavorazione, viene destinato al flaring: in altre parole viene bruciato, con gravi conseguenze per l’ambiente.

L’obiettivo di Eni è ridurre la quantità di gas destinata al flaring riutilizzandola per fornire energia alle popolazioni locali, coniugando in un programma unico la sostenibilità ambientale e sociale d’impresa. Nel corso degli ultimi tre anni, Eni ha ridotto la propria quota di flaring di oltre il 30 per cento. Oggi sono in atto gli investimenti necessari per portare questa percentuale sino all’80% entro il 2014, tramite la realizzazione di infrastrutture energetiche nei pressi di siti di estrazione. Il programma è tanto più importante se si considera che il 22% della produzione del gruppo ha luogo proprio in Paesi in cui una percentuale della popolazione compresa tra il 50 e l’80% non ha accesso a forniture elettriche. La regione in cui Eni ha inaugurato la propria politica di “flaring down” è quella del Delta del Niger.