Wikipedia bloccata per protesta

Wikipedia, la più famosa enciclopedia online, si è spenta per 24 ore, mercoledì, partecipando alla protesta indetta “contro una legge cattiva” cioè le nuove iniziative del Congresso americano per cercare di limitare le violazioni del copyright su internet.

Sia Wikipedia sia altri siti ritengono che i provvedimenti comportino una violazione della libertà di espressione. Chi ha tentato di accedervi è stato rimandato all’home page dove saranno pubblicate informazioni riguardanti i due progetti di legge. Il blocco di Wikipedia coinvolge 100 milioni di persone. Alla rivolta anti-Sopa (stop online piracy act), contro cui si è scagliato nei giorni scorsi anche Rupert Murdoch, aderisce pure Google: “Come molte altre aziende, imprenditori e utenti del web, ci opponiamo a questi disegni di legge perchè ci sono altri modi intelligenti e mirati per chiudere i siti esteri non autorizzati senza chiedere alle società americane di censurare internet”. Se entrambi i progetti contestati hanno avuto il sostegno di Hollywood e dell’industria discografica, colossi come Twitter e Yahoo! hanno espresso riserve spiegando che “al governo Usa verrebbe concesso un potere di censura simile a quello in Cina, Iran e Malesia”. La casa Bianca, in un comunicato aveva cercato di rassicurare gli e-interlocutori: ”Sebbene riteniamo che la pirateria online sia un problema grave che necessiti di una seria risposta legislativa non sosterremo leggi che riducono la libertà di espressione, aumentano il rischio in materia di cyber-sicurezza o minano il dinamismo e l’innovazione di internet a livello mondiale”.