Concordia: esplosivo per aprire un varco nella parte sommersa

Fermato lo scivolamento – Dopo aver verificato che lo scivolamento verso il basso del relitto della Concordia si era arrestato, gli uomini del Gos della Marina Militare hanno provocato due forti esplosioni sulla parte inabissata del relitto della nave per aprire un varco sul ponte 5 necessario a proseguire le ricerche delle 21 persone che risultano ancora disperse.

Il commissario delegato all’emergenza – Questa mattina è giunto all’isola del Giglio anche Franco Gabrielli, delegato dal Governo Monti a fronteggiare l’emergenza, per poter seguire da vicino il corso delle ricerche, che ha già dichiarato che non si fermeranno finché non saranno ritrovati i 21 dispersi, e coordinare le operazioni di recupero delle 2400 tonnellate di carburante della nave. La società destinata a eseguire le operazioni, la Smit, è pronta a iniziare i lavori di estrazione, e resta in attesa degli ordini da parte dell’autorità.

Trovato l’hard disk – Sarebbe stato trovato, sempre in mattinata, anche l’hard disk di bordo della Concordia che conterrebbe le registrazioni delle immagini in vari punti della nave, compreso il ponte di comando. Intanto le intercettazioni delle dieci telefonate avvenute tra il comandante Schettino e l’unità di crisi della Costa Crociere, avrebbero notevolmente aggravato la posizione della società che in un primo momento aveva dichiarato di non essere a conoscenza della gravità della situazione, prendendo di fatto le distanze dall’operato del comandante, quando invece era perfettamente informata della serietà di quanto accaduto, visto che Schettino aveva addirittura chiesto l’invio di elicotteri.

Marta Lock