Eni, Scaroni: da vendita Snam pochi vantaggi per i consumatori. Produzione libica a livelli ante-guerra

Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, crede che i maggiori vantaggi per i consumatori, piuttosto che dalla cessione di Snam da parte del gruppo, verranno dall’insieme delle iniziative assunte dal governo con il pacchetto delle liberalizzazioni.
L’Ad lo ha riferito alla stampa dopo l’incontro di stamane, a Tripoli, fra Mario Monti e il primo ministro libico Abdurrahim El Keiba.

I consumatori. “Credo che dalla cessione di Snam verranno pochi vantaggi ai consumatori. Ma dall’insieme delle misure verrà invece una sferzata per l’economia”, ha risposto Scaroni ai giornalisti che gli chiedevano una valutazione sui vantaggi per aziende e cittadini provenienti dal pacchetto liberalizzazioni discusso ieri, 20 gennaio, dal Consiglio dei ministri.

In Libia produzione a livelli ante-guerra. Scaroni ha anche detto che la produzione di petrolio della compagnia in Libia è risalita a 260.000 barili al giorno, quasi ai livelli ante-guerra. “In Libia tutti gli accordi sono vigenti e la produzione è ormai tornata ai livelli ante-guerra. Era di circa 270.000 barili al giorno e ora siamo a 260.000 barili”, quanto riferito dall’Ad di Eni ai giornalisti all’aeroporto di Tripoli, mentre attendeva l’arrivo del premier Mario Monti, in visita al primo ministro della Libia.

Gli investimenti a fini sociali. A margine dell’incontro tra il premier Monti e il primo ministro libico, Paolo Scaroni ha anche ribadito che l’Eni si è impegnata in Libia ad investire 380 milioni di dollari nel settore sanitario del social housing e nella formazione, contro i 150 milioni promessi alla fondazione Gheddafi nel 2007, quando venne sottoscritta la proroga dei contratti di fornitura per il gas. “Oggi non firmiamo niente, ma stiamo lavorando. Confermo la cifra di 380 milioni, più alta di quella dei vecchi accordi, perché adeguata alle necessità della nuova Libia”, le parole di Scaroni riportate da Reuters. L’Ad ha anche aggiunto che nelle scorse settimane si erano sollevati grossi fraintendimenti su tali contratti, in quanto “non erano quelli petroliferi o del gas in discussione ma quelli che prevedono interventi a favore della Libia a fini sociali”.

M.N.