Liberalizzazioni: più farmacie e notai e arriva il tribunale delle imprese

L’attesissimo testo sulle liberalizzazioni è stato presentato ieri, dopo un Cdm fiume conclusosi nel tardo pomeriggio. Il decreto – che presto approderà in Parlamento – prevede l’apertura dei mercati e l’avvio di una concorrenza più “vivace” tra i professionisti e le varie categorie che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe andare a beneficio dei consumatori. Dai grandi gruppi energetici alle licenze dei taxisti: l’esecutivo ha messo le mani un po’ dappertutto, tanto che il premier Mario Monti, a conclusione della conferenza stampa indetta ieri sera, ha precisato: “Credo che nessuno possa dire che ce la siamo presi con i piccoli e abbiamo lasciato in pace i cosiddetti poteri forti“.

Più farmacie e più sconti – Le novità sono tantissime e alcune sono state soltanto accennate per motivi di tempo, ma quel che è certo è che il decreto legge presentato ieri da Mario Monti e da una rappresentanza dei suoi ministri porterà grandi cambiamenti nel nostro Paese. L’idea generale – come già detto – è quella di favorire la concorrenza tra professionisti, esercenti, gestori di servizi a beneficio dei consumatori che potranno acquistare (il prodotto o il servizio appunto) laddove la convenienza sarà maggiore. Tra le novità illustrate ieri, va sicuramente menzionata quella che riguarda le farmacie che aumenteranno di 5 mila unità. Previste per loro la flessibilità degli orari e dei turni e la possibilità di applicare sconti su medicinali di fascia C e su alcuni di fascia A.

Taxi in stand by, al via il tribunale delle imprese – La vertenza caldissima che riguarda i taxisti non è, invece, stata definita del tutto: quel che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, ha spiegato è che la competenza inerente il rilascio delle licenze non sarà più dei Comuni, ma dell’Authority e che chi possiede già una licenza beneficerà di una tantum. Resterà comunque solido il rapporto di collaborazione con le amministrazioni comunali in relazione, ad esempio, alle tariffe da applicare nelle trasferte tra una città e l’altra. Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha invece annunciato la costituzione di un tribunale per le imprese, volto a favorire una giustizia più snella e veloce per gli imprenditori. Nelle speranze del ministro (e di tutto il governo), una legislatura più efficace dovrebbe attrarre l’investimento degli imprenditori stranieri, che molto spesso preferiscono localizzare altrove per non incappare nelle lungaggini della burocrazia e della legislatura italiane.

Il “divorzio” tra Eni e Snam – Previsti anche un allargamento della pianta organica dei notai, che dovrebbero aumentare di circa 500 unità, l’abbattimento delle tariffe minime e massime dei professionisti e la possibilità di avviare il tirocinio propedeutico all’esercizio della professione già all’università (eccezioni fatte per i medici e i veterinari). Al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, è toccato, invece, il compito di annunciare la liberalizzazione del sistema energetico che prevede lo scorporo di Eni e Snam. Non solo: l’ex ad di Intesa San Paolo ha ufficializzato anche la sospensione del cosiddetto “beauty contest” per le frequenze televisive, riservandosi di decidere sull’assegnazione entro i prossimi 90 giorni. E poi ancora le misure a beneficio dei più giovani con la possibilità per gli under 35, con un capitale  simbolico di 1 euro, di avviare una “società semplificata a responsabilità limitata”.

Lo sguardo ai giovani – Più concorrenza anche tra banche e assicurazioni, con l’obbligo di illustrare ai clienti non solo l’offerta commerciale della propria compagnia ma anche quelle di due competitor. “Credo che abbiamo coinvolto un po’ tutte le categorie – ha dichiarato durante la conferenza stampa Mario Monti – ma il filo conduttore è stato quello di pensare ai meno rappresentati di tutti: i giovani e coloro che non sono ancora nati”. “Credo che nessuno possa dire – ha aggiunto il presidente del Consiglio – che ce la siamo presi con i piccoli e abbiamo lasciato in pace i cosiddetti poteri forti“.

Maria Saporito