Casini: La protesta siciliana non va sottovalutata

Dell’imbarazzo della politica ad esporsi sulla mobilitazione popolare, che dalla Sicilia si sta trasferendo nel resto del Paese, abbiamo già scritto. A manifestare un’insolita cautela sul pruriginoso argomento sono stati, soprattutto, i leader nazionali, che non hanno consegnato dichiarazioni personali alla stampa, ma semmai – come nel caso del Pd – mandato allo scoperto esponenti solitamente schierati in seconda linea. A rompere gli indugi è stato però Pier Ferdinando Casini, che da politico di vecchio corso, ha probabilmente fiutato nel montante scontento nazionale l’occasione per rilanciare il tratto “populista” del suo partito, al fianco delle categorie stremate dalla crisi.

Una protesta da attenzionare – “La protesta siciliana non deve essere sottovalutata perché, al di là delle strumentalizzazioni politiche e delle infiltrazioni criminali, fa emergere la crisi economica al Sud in tutta la sua drammatica concretezza”. A dichiararlo in una nota diffusa ieri è stato il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, primo – tra i “pezzi da novanta” nazionali – ad esporsi pubblicamente sulla mobilitazione avviata dai lavoratori del Sud per gridare il loro “basta” all’indifferenza e all’incapacità della politica.

Una risposta dovuta – “Gli agricoltori, i pescatori e gli autotrasportatori siciliani – ha proseguito l’ex presidente della Camera – non riescono a reggere, infatti, il costo delle loro attività e rischiano di uscire dal mercato. Per questo apprezziamo la decisione del presidente Monti di incontrare il presidente della Regione siciliana. Ci aspettiamo, infatti, – ha concluso il centrista – che governo centrale e governo regionale facciano fino in fondo la loro parte per rispondere alle esigenze delle categorie produttive dell’isola”.

Maria Saporito