Giappone: banca centrale taglia stime crescita e conferma politica monetaria

La Banca centrale del Giappone ha ridotto le proprie stime di crescita per l’economia nipponica, sollevando l’allarme rischi legati alla crisi del debito sovrano europeo, ma ha mantenuto invariata la propria politica monetaria, lasciando alla spesa pubblica per la ricostruzione post-tsunami e all’export verso i Paesi emergenti il compito di supportare una ripresa ancora poco percettibile. L’istituto centrale giapponese ha lasciato il costo del denaro poco sopra lo zero e non ha incrementato ulteriormente il proprio programma di acquisto asset, rimasto fermo a 713 miliardi di dollari.

La revisione delle stime. Ma nella revisione trimestrale delle stime a lungo termine, la banca centrale ha tagliato le stime economiche per l’anno fiscale che termina a marzo, prevedendo una contrazione dello 0,4% dalle precedenti previsioni che fissavano una crescita dello 0,3%.
La banca del Giappone, tenuto conto del rallentamento della domanda globale, ha ridotto le stime anche per il prossimo anno fiscale, per il quale prevede una crescita del 2% anziché il 2,2% fissato in precedenza. Il governatore Masaki Shirakawa, nella conferenza stampa tenutasi dopo la riunione del direttivo della banca centrale, ha spiegato che il board dell’istituto concorda sul fatto che la ripresa giapponese subirà un leggero ritardo proprio a causa del rallentamento dell’economia globale.

La debolezza dell’euro. Shirakawa ha anche messo in guardia dai rischi che comporta la debolezza dell’euro nei confronti dello yen per l’economia giapponese, basata sulle esportazioni. “L’impatto del problema dei debiti sovrani europei è percepito attraverso i prezzi degli asset, sia azionari che valutari. Recentemente, anche se non proprio in questo momento, lo yen ha visto spinte al rialzo legate a forti vendite sull’euro” ha dichiarato il governatore. “Il calo dell’euro nei confronti dello yen potrebbe pesare sulla competitività delle imprese giapponesi nei confronti delle controparti europee. Potrebbe anche colpire l’economia, pesando su ricavi e fiducia delle imprese”.

M.N.