Iran, Terzi: “Opzione militare sarebbe devastante”

Sicura inserita – Per ora, l’opzione militare contro l’Iran sembra scongiurata. Sull’onda dell’embargo stabilito ieri dall’Unione Europea per il Paese mediorientale, alcune tra le nazioni più ostili a Teheran, come Israele, avevano paventato una risoluzione di tipo militare per eliminare il rischio nucleare. L’Europa però tiene il freno tirato sull’argomento, e anche il nostro Ministro degli Esteri Giulio Terzi mantiene la linea Ue, ammettendo ai microfoni della Cnn che l’opzione militare “è sempre sul tavolo“, ma che l’Italia la ritiene una possibilità “fortemente devastante per tutta la regione“. La strategia seguita dalla Farnesina è sempre quella del “doppio binario“, cioè mirata ad infliggere sanzioni economiche all’Iran, ma senza rinunciare ad una possibilità di dialogo, come Terzi aveva esternato anche ieri.

Le reazioni – Mentre nel vecchio continente si spera che le sanzioni economiche siano sufficienti a scongiurare un intervento armato, in Iran le reazioni sono state immediate: a rendere pubblico il pensiero del governo di Ahmadinejad è stato il Ministro degli Esteri locale, Ramin Mehmanparast: “Imporre sanzioni economiche è illogico è ingiusto” ha dichiarato riferendosi anche ai blocchi imposti alla Banca Centrale di Teheran, “non fermeranno la nostra Nazione nel perseguire i suoi diritti“. La prima conseguenza visibile del disagio internazionale potrebbe essere la tanto discussa chiusura dello Stretto di Hormuz: nonostante gli Stati Uniti abbiano posizionato la portaerei Lincoln nella zona, a Teheran non si sono fatti impressionare, e a seguito della risoluzione europea di ieri, minacciano nuovamente una chiusura.

Damiano Cristoforoni