Italia paralizzata dal blocco dei tir. Le preoccupazioni del Viminale

La protesta – La protesta dei trasportatori contro gli aumenti del prezzo del gasolio, dei prezzi delle autostrade e dell’irpef, non tende a placarsi, anzi dilaga e si allarga in tutta Italia a macchia d’olio.
Dopo la lunga protesta che ha praticamente paralizzato la Sicilia, i trasportatori stanno creando fortissimi disagi in tutta Italia bloccando le strade principali soprattutto al sud.
Iniziano a mancare i beni di prima necessità, dai rifornimenti di carburante nei distributori ai generi alimentari. Lunghe code di auto verso le pompe di benzina a causa sia del blocco che dell’annunciato sciopero di dieci giorni dei benzinai.
In Lazio sull’A1 sono stati bloccati due caselli, mentre in Campania l’agitazione riguarda il casertano e il nolano, con moltissimi tir bloccati sulle strade principali, mentre nel resto l’Italia la protesta riguarda il Piemonte, la Valdichiana, la Puglia e la Lombardia.
“Non ci muoveremo fino a venerdì e, in assenza di risposte serie da parte del governo, valuteremo cosa fare”, hanno fatto sapere i trasportatori.

La linea dura del Viminale – Il Viminale ha fatto sapere che “non saranno tollerati i blocchi stradali“, mentre l’Autorità di garanzia sugli scioperi ha annunciato l’apertura di “un procedimento per valutare le sanzioni da irrogare alle organizzazioni dell’autotrasporto responsabili del fermo nazionale. I blocchi causati dalla protesta degli autotrasportatori, che in queste ore stanno progressivamente paralizzando molte zone d’Italia sono inaccettabili“.
Il Ministro Cancellieri ha riferito che “era prevedibile che ci sarebbero state delle manifestazioni. Certo questa è stata molto forte, ha provocato molti danni“.
Ma al Viminale c’è forte preoccupazione che possano esserci “aggregazioni di varie forme di dissenso anche di altre categorie alle quali potrebbero saldarsi scontentezze varie che poi possono portare a manifestazioni. Noi siamo molto attenti a seguire questi fenomeni e, per quanto riguarda i fatti siciliani, siamo stati veramente presenti con sale di crisi aperte 24 ore su 24 per seguire l’ordine pubblico nazionale e soprattutto per monitorare in ogni suo punto il fenomeno“.

Matteo Oliviero