Concordia: dopo lo stop dovuto al maltempo riprendono le ricerche dei dispersi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:15

Operazioni interrotte – A causa del mare molto agitato e dei forti venti le operazioni di ricerca dei dispersi erano state interrotte questa mattina, ma nel primo pomeriggio, i sommozzatori sono potuti tornare nel relitto, dove, all’altezza del ponte 3, hanno fatto esplodere un’altra carica per aprire un varco più grande e poter entrare per ispezionare i locali sommersi. Le vittime accertate sono ancora 16 mentre il numero dei dispersi si aggira ancora intorno ai 20.

Le risposte di Costa Crociere – L’amministratore delegato della compagnia ha negato di aver mai autorizzato “l’inchino” alle coste del Giglio e che si era trattato di una decisione presa autonomamente dal comandante Schettino. Tra l’altro, sempre secondo l’ad Pierluigi Foschi, l’avvicinamento alla costa non è una pratica vietata né pericolosa se si osservano i protocolli, ma nel caso del Concordia si erano ampiamente oltrepassate tutte le soglie di sicurezza.

Impossibile la presenza di clandestiniFoschi risponde inoltre alle accuse di Gabrielli, commissario per l’emergenza, sulla possibile presenza di clandestini a bordo della nave, ricordando che la Costa Crociere è stata l’unica azienda al mondo ad essersi sottoposta volontariamente alla certificazione di responsabilità sociale, perciò non è plausibile l’ipotesi che vi fossero dei lavoratori in nero. Riguardo la scatola nera, precisa che non è rotta, ma che era stato segnalato un guasto la sera del 10, registrato dai tecnici il mattino del giorno 11, e che non era talmente grave da compromettere la registrazione dei dati. La scatola nera è in mano alla magistratura e la compagnia non ha modo di accedervi.

Marta Lock

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