Fede: Lascio il Tg4 ma mi aspetta il Parlamento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:23

A ufficializzare il rumor circolato negli ultimi giorni su un suo imminente addio al Tg4 è stato lo stesso Emilio Fede, che ieri – ai microfoni della trasmissione radiofonica La Zanzara – ha confermato: “A giugno lascerò la direzione”. Ma per l’ottuagenario giornalista non è ancora tempo di pensione perché – oltre alla proposta di Mediaset per la realizzazione di un settimanale di approfondimento – per lui potrebbero presto aprirsi anche le porte del Parlamento. “Spesso Berlusconi me lo ha chiesto e io ho sempre rifiutato – ha detto – ma adesso glielo chiederò io”.

Lo “sfizio” del Parlamento – Un’anticipazione che a molti suonerà come una minaccia e che, in considerazione dell’età non più “verdissima” del personaggio in questione, rinforza la convinzione che l’Italia sia ancora – irrimediabilmente – un Paese per vecchi. “Spesso Berlusconi mi ha proposto la candidatura in Italia e ho sempre detto di no perché volevo restare al Tg4. Però a giugno, quando lascerò la direzione, glielo chiederò. Non mi dispiacerebbe andare in Parlamento. Non tratto con Berlusconi però mi piacerebbe fare un’esperienza in Parlamento, magari insieme a mia moglie che è già senatrice“. A dichiararlo ieri, nel corso della trasmissione La Zanzara su Radio 24, è stato Emilio Fede.

Il direttore non molla – Il popolare mezzobusto televisivo ha anche fornito i dettagli della sua “buonuscita” da Mediaset, precisando come il suo sia solo un arrivederci. “Sarà una separazione consensuale, questo è sicuro – ha spiegato Fede – Io a giugno compio 81 anni e lavoro undici ore al giorno. E’ molto dura. Non faccio ferie da un anno e mezzo. Tengo il mio ufficio, questo è già importante perché con l’aria che tira – ha ironizzato il direttore – potrei finire in una roulotte. E l’azienda è d’accordo su un settimanale di approfondimento su Rete4 in seconda serata. Praticamente è già in palinsesto“.

Chi si accontenta gode – E le indiscrezioni secondo le quali il suo congedo dal Tg4 gli frutterà una cifra da capogiro? “Ma quali sette milioni? – ha smentito Fede – La parola milione non esiste, anzi non se ne parla più e non li ho mai chiesti. Mi vergognerei in questa situazione del Paese a prendere tutti questi soldi. Forse parliamo di un contratto di consulenza, tre anni più altri due – ha precisato – Poi prenderò quello che mi spetta, forse qualcosina in più mi darà l’azienda, sto facendo i conti, ma – ha assicurato – siamo sotto il milione”.

Maria Saporito

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