Sciopero tir: la Cancellieri dà carta bianca ai prefetti

A scendere in campo contro la protesta degli autotrasportatori è stata ieri il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri. In un’informativa al Senato, la titolare del Viminale ha detto di aver voluto puntare su una linea capace di coniugare “fermezza e dialogo“, senza però dimenticare di stigmatizzare gli episodi di maggiore tensione. In questi casi, ha precisato la Cancellieri, “i prefetti potranno far ricorso a ordinanze mirate e urgenti”. Come già accaduto a Roma.

Possibili ordinanze da parte dei prefetti – “I disagi causati dalla protesta dei tir sono stati affrontati coniugando fermezza e dialogo. Ciò ha consentito di stemperare le situazioni di tensione“. Con queste parole, la responsabile dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ha affrontato ieri al Senato il tema caldo dello sciopero dei “bisonti della strada” che minacciano di paralizzare lo Stivale. “Per fronteggiare la protesta dei tir – ha proseguito il ministro – sono state impiegate dalle forze di polizia, su tutto il territorio nazionale, 1.160 unità di rinforzo”. “Se dovessero verificarsi strascichi della protesta che compromettano la sicurezza della circolazione e l’incolumità delle persone – ha però precisato la Cancellieri – i prefetti potranno, come avvenuto oggi a Roma, far ricorso all’adozione di apposite, mirate ordinanze contingibili e urgenti”.

La presa di posizione di Pecoraro – Una “concessione” immediatamente colta dal prefetto romano, Giuseppe Pecoraro, che ha ieri varato un’ordinanza con la quale ha sostanzialmente vietato gli assembramenti dei tir in prossimità dei caselli autostradali in entrata nella Capitale per scongiurare impedimenti alla circolazione stradale, garantire la sicurezza ed evitare l’interruzione del servizio pubblico. L’ordinanza – che ha validità fino a venerdì 27 gennaio – inibisce, inoltre, la circolazione di automezzi adibiti al trasporto di merci non destinati alla distribuzione.

Fine dei blocchi – Dal canto loro, gli autotrasportatori hanno cercato di tendere la mano alle autorità, proclamando la fine dei blocchi. “Abbiamo deciso di proseguire con la protesta – ha spiegato ieri Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito – ma lanciamo un appello: basta forzature, tensioni, blocchi, chi vuole circolare circoli”. “A me non risultano blocchi totali – ha poi precisato Longo – dove c’erano sono stati rimossi e comunque abbiamo registrato tutti i presidi presso le Questure. Dove non sono registrati è  perché non sono da noi riconosciuti e quindi non ce ne possiamo assumere la responsabilità. Noi dobbiamo rendere trasparente il nostro operato – ha evidenziato il segretario di Trasportounito – e collaborare con le forze di polizia”. Un dialogo che però non può essere confuso con la fine della protesta: “Abbiamo ascoltato il sottosegretario all’Interno – ha aggiunto Longo – ne condividiamo le preoccupazioni, ma il governo deve sforzarsi di capire che c’è un problema sociale da risolvere”.

Maria Saporito