Caso Megaupload: si indaga su altri due siti

Megaupload, Kim Dotcom – Il caso Megaupload sta scuotendo il web. Il popolo della rete si divide tra chi non vede reato nel comportamento di Kim Dotcom, fondatore del sito Megaupload ed affiliati, che ospitavano i link a innumerevoli file, e chi invece è convinto che la giustizia abbia fatto il suo corso. Lotta alla pirateria o misure esagerate? Il dibattito, tipico dei tempi moderni, è acceso ed apertissimo: sta di fatto però che Kim Dotcom (al secolo Kim Schmitz) per adesso resta in carcere, e lì rimarrà fino al 22 febbraio. Il giudice ha infatti negato la scarcerazione dietro cauzione, mentre continua la caccia ad altri tre collaboratori dello stesso Kim. Megaupload era uno dei siti più visitati del globo con i suoi 150 milioni di utenti quotidiani mentre il proprio fondatore avrebbe guadagnato dal 2005 ad oggi ben 50 milioni di dollari.

Altri siti – Le indagini intanto si allargano a macchia d’olio: fermato Dotcom (tedesco di 37 anni) in Nuova Zelanda, le indagini proseguono. Filesonic, nel dubbio, ha sospeso l’attività, rendendo disponibili agli utenti soltanto i file da loro stessi caricati, mentre gli inquirenti stanno rivolgendo le proprie indagini verso altri due siti di condivisione, Cuevana e Taringa. Si tratta di due siti argentini e per loro l’accusa è la medesima di quella rivolta a Megaupload, cioè il fatto che ospitino materiale da scaricare “illegalmente” con un traffico di circa sei milioni di utenti al giorno. Seguiremo gli sviluppi della vicenda da vicino e vi terremo aggiornati.

R. A.