Lancini scrive a Napolitano: Chieda scusa alla mia gente

Di lui avevamo sentito parlare per quella scuola vistosamente decorata con il simbolo padano del “Sole delle Alpi“. Il sindaco di Adro, Oscar Lancini, è un leghista “duro e puro”, sostenitore indefesso della causa secessionista e della necessità di rimarcare il tratto territoriale della sua comunità. Un primo cittadino intransigente, anche nei confronti di quegli studenti (soprattutto stranieri), non in regola con il pagamento della retta della mensa. A loro Lancini intimò la sospensione del servizio e fu a quel punto che un concittadino omonimo, l’imprenditore Silvano Lancini, si fece avanti promettendo di  onorare i debiti contratti dalle famiglie degli studenti indigenti. Ne scaturì una polemica inarrestabile, con il sindaco (e la sua comunità) da una parte e l’imprenditore (e il resto del Paese) dall’altra. Quella polemica torna oggi a far notizia, dopo il conferimento del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana a Silvano Lancini. Una scelta “sconsiderata” secondo il sindaco di Adro, che ha scritto una lettera infuocata a Giorgio Napolitano: “Venga qui e chieda scusa alla mia gente”.

Le onorificenze a cani e porci – E’ datata 23 gennaio 2012 la missiva che il sindaco di Adro, Oscar Lancini, ha inviato al capo dello Stato, dopo aver appreso (dai media) la notizia dell’onoroficenza tributata al concittadino Silvano Lancini. “Con riferimento all’onorificenza da Lei conferita al mio concittadino Silvano Lancini (…), – si legge nell’incipit – vorrei comunicarLe il mio punto di vista: le onorificenze quando consegnate a cani e porci fanno divenire ingiustamente cani e porci anche quelli che le hanno meritate”. “Premiare il ricco Lancini Silvano per il gesto ‘nobile’ – nobile se fosse rimasto anonimo, poiché la generosità è una medaglia che si appunta all’anima e non al petto – di contribuire alle casse della mensa trovatasi in difficoltà a causa dei mal pagatori – ha spiegato il sindaco leghista – sarebbe stato già eccessivo. Questo signore ha agito così perché poteva permetterselo, ha agito come in passato molti altri cittadini hanno agito, e senza ricevere onorificenze”.

Il gesto sconsiderato del Presidente – Secondo il sindaco, l’imprenditore di Adro avrebbe strumentalizzato a suo favore la vicenda, puntando su un’esposizione mediatica che si sarebbe tradotta in un’ottima pubblicità per la sua azienda. “Egregio Presidente – si legge ancora nella lettera vergata da Lancini – l’onorificenza premia una persona che ha sfruttato la situazione per fini personali, una persona ricca che ha regalato dei soldi a chi non voleva pagare”. “Egregio Presidente, ma come si permette? – ha incalzato il sindaco – Conferire il titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana a tal signore che, con la complicità dei media, ha dipinto la mia comunità come egoista e razzista, mi permetta, è stato un gesto sconsiderato“.

Il dovere delle scuse – E ritornando sull’incidente del “Sole delle Alpi”, che attirò l’indignazione nazionale: “Gli adrensi e i torbiatesi devono vergognarsi sì – ha scritto il primo cittadino – ma di ben altro: devono vergognarsi di avere un concittadino come Silvano Lancini e, aggiungo io ora, di avere un Presidente della Repubblica che lo ha addirittura onorificiato! Venga ad Adro, Egregio Presidente, e chieda alla mia gente come stanno veramente le cose, venga ad Adro – ha affondato – e chieda scusa alla mia gente. E’ un suo dovere morale”.

Maria Saporito