Turchia: “Ala”, la rivista per le seguaci di Allah, in carriera

“Ieri, oggi e domani”. Paese complesso la Turchia, diviso tra Oriente e Occidente, tra tradizione e modernità, tra islamismo e laicità. Specchio dell’ambivalenza turca è il suo procedere a piccoli passi verso la Comunità europea, un percorso lento e ostacolato da differenze culturali e religiose, oltre che economico-politiche, un cammino che porta con sé tutto il carico della tradizione musulmana mentre si affaccia sulla cultura del presente.

Ala. Protagonisti di questo cammino sono, tra gli altri, gli ideatori di una nuova rivista, Ala, destinata a un pubblico femminile di religione musulmana. Ne parla ampiamente la rivista tedesca Spiegel, che può vedere da vicino come la comunità turca tedesca stia accogliendo positivamente il nuovo magazine. Ala adotta lo stesso format delle riviste femminili occidentali, rappresentando donne eleganti e in carriera, con la sostanziale differenza però, che si pone particolare attenzione a non offendere il pubblico di religione islamica con immagini di nudità o allusive al sesso e si propongono argomenti molto vicini ai valori tradizionali.

Musulmani “ortodossi”. Ala non piace ai musulmani più intransigenti, non solo perché le modelle appaiono sulla rivista a volto scoperto, ma anche perché, secondo loro, «il desiderio della donna di mostrarsi è fondamentalmente non-islamico», un desiderio tutto occidentale che svierebbe le donne islamiche.

Musulmani “moderati”. Non sono assolutamente dello stesso parere gli ideatori del giornale che hanno replicato alle critiche asserendo che anche la donna di religione musulmana ha diritto all’eleganza, un eleganza estremamente sobria tuttavia, che non la assimili a un modello di femminilità volgare in cui il corpo delle “gentil sesso” è mercificato, ridotto a puro oggetto da esibire.

Percezione. Ala non è solo una rivista, ma rappresenta un fenomeno in cui diverse visioni del mondo si incontrano-scontrano. Osservando le immagini della rivista con gli occhi dell’Occidente, non si può non ritenere le modelle troppo “costrette” nei loro casti vestiti. Di opinione diametralmente opposta saranno i cosiddetti musulmani estremisti, mentre, come abbiamo visto, per gli ideatori della rivista, Ala rappresenta un modello di femminilità per tutte le donne musulmane. Al di là delle diverse prospettive, comunque, ciò che conta è che in Oriente come in Occidente, in Paesi  religiosi o laici, le persone possano scegliere liberamente della propria esistenza.

Giovanna Fraccalvieri