Auschwitz: un giovane tedesco su 5 non sa cosa sia

Auschwitz? Per la Giornata della Memoria che, dal 2000 si celebra il 27 gennaio per ricordare la liberazione del campo di Auschwitz da parte dell’Armata rossa nel 1945, il settimanale Stern ha realizzato un sondaggio dal quale si è evinto che circa un tedesco su cinque tra i 18 e i 29 anni non sa che Auschwitz era un campo di concentramento.

Oblio. La ricerca, condotta dall’istituto Forsa su un campione di mille persone, rivela inoltre, che circa un terzo degli intervistati ignori dove si trova Auschwtiz e che il 40% dei tedeschi vorrebbe dimenticare il passato vergognoso della propria Nazione. Un numero in calo, considerando che nel 1994 a voler stendere un velo pietoso sulla deportazione nazista erano il 54% degli intervistati. A prescindere dai numeri, quello dell’oblio resta uno spettro più che mai presente che va combattuto per evitare che si trasformi in negazionismo storico.

Colpe. Ad oggi sembra che la percezione stia gradualmente cambiando e, pur prendendo atto del genocidio nazista, circa il 65% dei tedeschi non ritiene che la Germania debba sentirsi  responsabile verso altri popoli per quelle atrocità. Quel che è certo è che le colpe debbano ricadere su chi ha progettato e attuato la mostruosa macchina di morte nazista e non sulla Germania di oggi.

Consapevolezza storica. Ciononstante, i risultati del sondaggio, dovrebbero condurre a una profonda riflessione sulla necessità della consapevolezza storica, consapevolezza che dovrebbe portare a non ricadere in quegli errori che in passato hanno condotto ai campi di concentramento e ai quali siamo esposti quotidianamente. Tutti i giorni infatti, le cronache riportano episodi di razzismo e intolleranza verso determinate “minoranze”, come rom, omosessuali, donne etc. Non bisogna dimenticare che la deportazione è stato un lungo processo che si è concluso nei campi di sterminio, ma che era iniziato molto prima, attraverso gesti e parole impregnati di razzismo.

Giovanna Fraccalvieri