Effetti dell’embargo petrolifero sull’Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:47

Non poche persone hanno dubbi sulla reale efficacia dell’embargo (ordine dato a una nave mercantile di non salpare o di non attraccare dal porto dello Stato in cui si trova). Molti temono le conseguenze negative sulle già alte quotazioni del greggio e sull’industria della raffinazione. L’embargo petrolifero europeo contro l’Iran sta mettendo in difficoltà le raffinerie dei Paesi europei più dipendenti dal greggio iraniano: Italia, Spagna e Grecia. L’Italia nel 2011 ha acquistato dall’Iran, suo quarto fornitore, il 13,2% del suo import di greggio. Per il sistema della raffinazione italiano il petrolio di Teheran è fondamentale. Ci sono impianti capaci di processare quasi solo quel tipo di greggio. A chi si rivolgeranno le raffinerie italiane? Greggi simili all’iraniano sono il russo Ural, alcuni sauditi e una parte degli iracheni, quelli della Siria. Ma l’export da Damasco è da mesi sotto embargo.

L’alternativa si può trovare ma il costo sarà salato. Mentre il danno a Teheran risulterebbe parziale. Perchè l’Iran cercherà di vendere parte del suo greggio a prezzi scontati a fornitori contrari all’embargo – come la Cina, suo primo acquirente – e a quelli che cercheranno di eluderlo. Come l’India, terzo acquirente, le cui raffinerie avrebbero proposto pagamento in rupie, anziché in dollari (l’Iran ha risposto di preferire lo yen).

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