Giornata della memoria: il dottor morte Mengele parlava di amore

Giornata della memoria: il senso della giornata della memoria, l’ostinazione nel continuare a ricordare e informare è prioritaria e sempre lo sarà per salvarci dalla nube tossica del negazionismo che infetta le menti esposte all’incuria. Per fare in modo che non sia il solito scivolone violento impastato di retorica è bene non dire mai troppo, ci sono avvenimenti circa i quali le parole sono sempre fuori sincrono, sbagliate e stonate. Dunque che parlino i fatti, utili a rammentare e ad informare.
Come una storiella, che ha ormai dei contorni grotteschi che soddisfano il sadismo dei curiosi, è esistito un uomo, laureato in antropologia ed in medicina, chiamato dottor morte o Kriminal Doctor alias il dottor Mengele. Costui ha svolto una lunga serie di esperimenti pseudo-scientifici presso i campi di sterminio servendosi dei prigionieri: cavie umane sottoposte quasi sempre a lenta morte fra atroci sofferenze in nome di un’eugenetica perversa.

Mengele e l’amore per i suoi esperimenti: il medico ebreo ungherese Miklos Nyiszli deportato con la propria famiglia ad Aushwitz fu involontario testimone del modus operandi di Mengele, la sua laurea in medicina lo rese infatti prigioniero al servizio del dottore. I racconti circa la crudele freddezza del medico boia sono allucinanti, senza voler indulgere eccessivamente in particolari macabri Nyiszli racconta cosa l’ha lasciato impietrito durante quegli anni di orrore continuo passati a vivisezionare e bollire cadaveri, ammazzare nani, storpi, gemelli, anni fatti di autopsie compiute su persone ancora in vita, ma il gelo vero è dato da tale episodio:  « Stavamo esaminando le cartelle in cui si trovano i documenti sui gemelli finora esaminati. Il dottor Mengele ad un certo punto ha notato una piccola macchia di unto su una delle cartelle. Mi accade spesso nel corso dell’autopsia di prendere in mano alcune cartelle, e per questo si sarà fatta quella macchia. Mengele mi ha guardato con aria di rimprovero e mi ha detto: “ Come osa Lei trattare in tal modo queste cartelle che io sto collezionando con tanto amore?” . Le sue labbra hanno pronunciato la parola amore. Divenuto di sasso, non sono riuscito a pronunciare neanche una sillaba. »

Il dottor Josef Mengele non ha mai affrontato processi, detenzioni e ritorsioni, è riuscito a scappare in Brasile dove ha vissuto da uomo libero finché non è sopraggiunta la morte per annegamento. Non è disponibile una stima attendibile circa il numero di persone da lui torturate e uccise. Un testimone ha raccontato che in una sola notte l’ha visto uccidere e “lavorare ai corpi” di quattordici bambini, la sua passione più grande erano i gemelli.

Valeria Panzeri