I lealisti conquistano Bani Walid

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:44

Bani Walid, una delle ultime roccaforti di Gheddafi, 200 chilometri a Sudest di Tripoli, è stata riconquistata dalle forze fedeli a Gheddafi. Quella bandiera verde, simbolo dell’odiato regime, è ancora lì, a sfidare la Nuova Libia.

Da alcuni giorni la tensione è alta. La dinamica dell’offensiva di lunedì è poco chiara. Sembra certo che l’attacco contro la maggiore base militare delle forze del nuovo Governo di transizione a Bani Walid, regno della tribù warfalla, la più numerosa in Libia, sia stata fulminea e scattata dopo che i ribelli avevano arrestato un illustre gheddafiano, sembra Mousa Ibrahim, l’ex portavoce di Gheddafi. Un comando di milizie – sotto il comando di Salim el Waer (pezzo grosso vicino a Gheddafi) è ricorso ad armi pesanti: razzi anticarro e mitragliatrici di grosso calibro.

Poche ore dopo in alcuni quartieri centrali di Tripoli, dove da dieci giorni la situazione era tranquilla, ci sono state intense sparatorie. Che evidenzia come i lealisti dispongano di grandi quantitativi di armi e di cellule silenti in diverse città. La conferma è giunta quando nel quartiere di al Fascium, un gruppo di ribelli ha fatto irruzione in un’abitazione, arrestando una cellula di gheddafiani e sequestrando armi e bombe.

Le forze governative si stanno dirigendo a Bani Walid. Cercheranno di trattare. L’ultimo desiderio del Governo di transizione è di spargere altro sangue. Perchè potrebbero innescarsi rappresaglie nelle località dove i lealisti, per quanto nascosti, sono ancora molti e godono del sostegno della popolazione.

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