Il metodo matematico che svela i brogli elettorali

Brogli elettorali – Si parla spesso di brogli elettorali, ma altrettanto spesso vengono smentiti. E’ infatti un’impresa ardua dimostrare anche dopo aver ricontato le schede, perché c’è sempre chi potrà dire che sono state aggiunte schede fasulle. Così quattro ricercatori dell’Università di Vienna hanno pubblicato un test statistico che permette di scoprire le maipoliazioni elettoralei.

Metodo matematico – Gli autori del sistema hanno analizzato le  ultime elezioni in Russia, Stati Uniti, Australia e altri Paesi: in un grafico per ciascun distretto viene inserita la percentuale dei votanti contro la percentuale dei voti del partito vincente delle ultime elezioni. Questo permette di realizzare una “impronta digitale” statistica per ogni consultazione elettorale.

Le frodi – Una volta realizzati questi grafici i ricercatori hanno costruito un modello matematico per riuscire a stimare i brogli di ciascuna elezione. Il metodo tiene conto di tre tipi possibili di collegio elettorale: quelli dove tutto avviene correttamente, quelli dove nelle urne alcuni voti sono rimpiazzati con voti per il partito vincente, ma senza alterare il numero delle schede e quelli dove invece avviene una frode assoluta: cioè viene alterato il 100% di voti unanimi per il partito che risulterà vincente.

Allarme in Russia – Da questo metodo ne risulta che le elezioni svizzere, austriache, finlandesi, inglesi, statunitensi e spagnole sono state oneste. Mentre in Russia nel 2011 circa il 64% dei collegi ha subito una sostituzione di schede, e il 5% una frode assoluta. In Uganda risulta il 45% di urne parzialmente falsificate, e l’ 1% di frodi assolute. Ma il dato più eclatante rimane la Russia che sembra abbia truccato ampiamente le elezioni almeno dal 2000.

Michela Santini