Numeri riguardanti l’occupazione dei giovani tra i 15 e i 34 anni

Tra gli obiettivi del nostro presidente del Consiglio ci sono la crescita economica che si accompagna a un aumento dell’occupazione dei giovani tra i 15 e i 34 anni. Il plotone di disoccupati in questa fascia di età per ora si aggira verso i 1.183.000, il 15,9% del totale della forza lavoro, numeri che testimoniano un forte disagio. La percentuale supera dello 0,8% quella registrata nell’Eurozona (15,1%). La crisi ha reso ancora più difficile il passaggio dal lavoro atipico verso quello permanente. Gli occupati con contratto non standard sono circa il 12,4%, il 65% dei lavoratori dipendenti è a tempo indeterminato e il 18,2% ha una attività autonoma continuativa.

Si aggiunge a ciò il problema salariale: per spingere i consumi andrebbero aumentate le retribuzioni, questa situazione si può creare solo con un recupero di produttività. Perciò le imprese tendono a spostare il fulcro dei loro affari in azienda, dove si realizza lo scambio più salari-più produttività. Secondo il presidente uno degli effetti delle liberalizzazioni sarà più crescita, più occupazione (8% in cinque anni). E’ però molto importante che col tempo si aggiustino gli squilibri per cui lo stipendio di una donna rispetto a quello di un uomo è meno alto a parità di qualifica. Un divario più forte in certi settori.