Mariangela Melato in scena con Nora alla prova di Casa di bambola

Mariangela Melato in scena – Da martedì 31 gennaio a domenica 5 febbraio, il Teatro Toniolo di Mestre (Venezia), presenterà lo spettacolo Nora alla prova di Casa di bambola, di Henrik Ibsen. I biglietti sono in vendita al prezzo unico di 36€.

Produzione del Teatro Stabile di Genova – La regia della commedia è affidata all’esperienza di Luca Ronconi che ha voluto nel ruolo della protagonista, nuovamente in una produzione da lui curata,  Mariangela Melato.
Lo spettacolo Nora alla prova di Casa di bambola ha ottenuto un grande successo nelle rappresentazioni genovesi della stagione 2010-2011 e il Teatro Stabile di Genova, diretto da Carlo Repetti, ha deciso di portarlo in tour in tutte le regioni italiane.
Il cast della commedia vede protagonisti anche Riccardo Bini, Giovanni Crippa, Luciano Roman (che sostituisce Paolo Pierobon), Barbara Moselli, Orietta Notari e Irene Villa. Le scene e i costumi dello spettacolo sono di Margherita Palli, le luci di Sandro Sussi.

Lo spettacolo – Nel 1879 il dramma Casa di bambola suscitò scandalo e polemica a causa del suo contenuto orientato al femminismo, obbligando Ibsen a crearne un nuovo finale per le rappresentazioni in Germania: la protagonista non voleva infatti impersonare una madre che lei considerava snaturata.
Lo spettacolo diretto da Luca Ronconi porta sulla scena entrambi i finali scritti da Ibsen. Mariangela Melato interpreta Nora e Kristine, l’amica d’infanzia che di Nora è la confidente. Le due donne rappresentano insieme un ritratto moderno della donna, complesso e in cui si rivendica una indipendenza fisica ed etica.
Nora è una madre di tre figli, sposata da otto anni con Torvald Helmer, un avvocato che non la considera. La donna sembra felice all’interno di questa gabbia ma la reazione di Helmer davanti alla ipotesi di un ricatto, che Nora si trova a subire per un prestito contratto alcuni anni prima, falsificando la firma del padre per salvare la vita del marito, le apre improvvisamente gli occhi. Il ricatto non ci sarà grazie a Kristine ma Nora ormai ha iniziato un percorso che la porta a cercare la sua vera identità e finalizzato a «scoprire chi ha ragione, io o la società».

Luca Ronconi – Il regista racconta lo spettacolo: «La scelta fatta sia sul piano dell’interpretazione, sia su quello della struttura drammaturgica, offre una grande possibilità creativa rispetto al dover per forza rispettare l’obiettivo finale della rappresentazione. In questo caso, la rappresentazione diventa la prova stessa, dalla quale possono meglio emergere le caratteristiche salienti di Casa di bambola. Al centro del teatro di Ibsen non sta il realismo sociale, ma la rappresentazione simbolica della verità. Come in L’anatra selvatica, Ibsen muove anche qui da posizioni che rinviano a Rousseau: l’uomo nasce naturale ed è la società che lo rovina. Per questo, apro lo spettacolo con lo strepito degli uccelli. Nora e Torvald sono rappresentati all’inizio come due persone allegre e gioiose, piene di vita. E’ solo nel procedere dell’azione che l’allegria di Nora si scopre essere imposta dall’esterno; mentre Torvald, all’inizio così seducente e sensuale, si trasforma in modo del tutto innaturale in corrispondenza con la sua scalata sociale. Come c’è un certo rispecchiamento tra il tragitto esistenziale di Nora e quello di Kristine, qualcosa di simile accade anche tra Torvald e Krogstad, che nello spettacolo non è affatto presentato come un imbroglione, ma come un uomo che ha avuto un trauma affettivo molto forte e che trova in Kristine il suo angelo di salvezza».

Beatrice Pagan