Pd: Follini preferisce Casini a Di Pietro

Dove deve andare il Pd? Il senatore Marco Follini non ha dubbi: il partito di Pier Luigi Bersani dovrebbe congedarsi definitivamente dall’Idv e da Sel e rivolgere la propria attenzione altrove. Più precisamente all‘Udc, da cui lo stesso Follini proviene e da cui ha deciso di allontanarsi a causa dell’attuale legge elettorale.

Una foto da archiviare – “Capisco che Vendola e Di Pietro siano affezionati alla foto ingiallita di Vasto. Ma continuo a pensare che Bersani debba girare la macchina fotografica del Partito democratico esattamente dall’altra parte”. A dichiararlo è stato il senatore democratico, Marco Follini, convinto sostenitore della necessità di approntare un segno più “centrista” al suo partito. Assumendo come punto di partenza la distanza considerata “siderale” dal patito di Di Pietro, Follini ha, infatti, promozionato un avvicinamento al Terzo Polo trainato da Pier Ferdinando Casini.

Addio per il Porcellum – Per quanto lo stesso democratico non abbia lesinato qualche “stoccatina” al centrista, ricordando il motivo che lo spinse ad allontanarsi dall’Udc. “Di quella legge (l’attuale legge elettorale, il cosiddetto Porcellum, ndr) Calderoli decise di fare il padre, Casini ne fu lo zio e Berlusconi il padrino”, ha detto all’Espresso Follini. “La legge fu approvata  il 13 ottobre del 2005 e due giorni dopo – ha ricordato il senatore del Pd – arrivarono le mie dimissioni dalla segreteria. Scrissi a Casini una lettera in cui dicevo che quella legge non aveva nessuna possibilità di passare e che in caso contrario sarebbe stato uno scempio e i partiti avrebbero perso la loro anima. Sul primo punto avevo clamorosamente torto, sul secondo – ha osservato Follini – drammaticamente ragione”.

Maria Saporito