Stefano Cucchi: la perizia della famiglia “E’ morto dopo il pestaggio”

Cucchi ucciso dalle percosse – Per i periti che in questi giorni hanno effettuato l’ennesima perizia sul corpo di Stefano Cucchi non ci sono più dubbi: a causare la morte del giovane è stato un pestaggio brutale. Le percosse prese avrebbero provocato al ragazzo il trauma lombo sacrale, mai curato. Proprio per la noncuranza rispetto alle sue ferite, la situazione sarebbe precipitata a causa di un edema polmonare che ha condotto il giovane Cucchi alla morte prematura, avvenuta il 22 ottobre del 2009, una settimana dopo il fermo dello stesso per droga.

Imputati principali gli agenti della Polizia Penitenziale – Gli imputati principali del processo sono i medici che lo seguirono e tre agenti della Polizia Penitenziaria. I primi sono accusati di aver abbandonato il paziente senza cure adeguate, gli altri di averlo picchiato in una cella del Tribunale. I consulenti del pubblico ministero, tutti docenti dell’Istituto di Medicina Legale dell’ ‘Università di Roma la Sapienza’, nelle ultime udienze hanno ripetuto che le lesioni sul corpo di Stefano Cucchi non erano assolutamente fatali e che il detenuto morì per negligenza dei sanitari che trascurano le condizioni di un paziente debilitato da anni di tossicodipendenza. In questo modo ad averne la peggio nel caso sarebbero i medici e non le guardie carcerarie che avevano pestato il giovane. Vittorio Fineschi, 52 anni, docente di Medicina Legale a Foggia, capo del team dei periti ingaggiati dalla famiglia Cucchi, ieri ha dichiarato apertamente di pensarla in modo completamente opposto. Fabio Anselmo, legale della famiglia, ha chiesto che “a questo punto l’imputazione contro gli agenti sia trasformata in omicidio”. Il pestaggio degli agenti della Polizia Penitenziaria ai danni di Stefano Cucchi sarebbe dunque l’innesco della tragedia.

Sostegno alla famiglia – In udienza, a dare sostegno alla famiglia Cucchi, c’erano anche Patrizia Aldrovandi e Lucia Uva, madre e sorella di Federico e Pino, altri due ragazzi morti mentre erano nelle mani dello Stato. “Finalmente alla Corte è arrivata la verità – ha commentato Ilaria, la sorella di Stefano, al termine dell’udienza – in maniera scientifica e molto comprensibile. Mi auguro che questo pesi sul giudizio finale”.

Maria Rosa Tamborrino