Indagato tesoriere della Margherita: sottrasse 13 milioni al partito

Appropriazione indebita aggravata: è questa l’accusa mossa dalla Procura di Roma all’indirizzo di Luigi Lusi, storico tesoriere della Margherita. Lusi, oggi senatore del Pd, ha già confessato, capitolando al cospetto delle prove schiaccianti riportate dagli inquirenti, che hanno accertato come – nel periodo compreso tra il 2008 e il 2010 – il tesoriere abbia dirottato ben 13 milioni di euro destinati al partito sui suoi conti privati.

Quei soldi investiti nel mattone – Per ora risulta formalmente indagato, ma le sorti giudiziarie di Luigi Lusi potrebbero presto compromettersi in modo rovinoso. Il motivo? Lo storico tesoriere della Margherita – partito sparito dal Parlamento, ma ancora attivo come Fondazione – ha confessato di aver sottratto ingenti somme di denaro (circa 13 milioni di euro) dalle casse pubbliche e di averle fatte confluire su alcuni conti personali. I soldi “scippati” alla Margherita sarebbero stati utilizzati per comprare un appartamento a Roma, per ristrutturarne un altro e per creare società fittizie attraverso le quali Lusi ha tentato di “schermare” i transiti illeciti.

“Pizzicato” dalla Banca d’Italia – Una parte del denaro indebitamente sottratto sarebbe stato utilizzato dal democratico anche per il pagamento delle tasse. I fatti contestati a Lusi risalgano al periodo compreso tra il 2008 e il 2010: la Margherita (confluita nel Pd) non è più in Parlamento, ma sopravvive come Fondazione e, cosa ancora più importante, continua a beneficiare dei rimborsi elettorali previsti dalla legge. A dare il “la” alle indagini, la segnalazione della Banca d’Italia che, nel novembre scorso, ha rilevato movimenti sospetti sul conto corrente intestato a “Democrazia e Libertà – Margherita”, gestito da Luigi Lusi.

Rutelli: Una confessione sconcertante – Anche il presidente della Margherita, Francesco Rutelli, è stato convocato nei giorni scorsi negli uffici della Procura capitolina come persona informata sui fatti. L’ex sindaco di Roma ha dichiarato di non essere minimamente a conoscenza dei “maneggi” di Lusi e ha affidato a una nota congiunta – scritta con il presidente dell’Assemblea federale, Enzo Bianco, e con il capo della tesoreria, Giampiero Bocci – il commento della scivolosa vicenda. “Abbiamo appreso con sconcerto, alcuni giorni fa, che il senatore Lusi aveva confessato innanzi all’autorità giudiziaria di essersi appropriato di ingenti somme di denaro di proprietà della Margherita-Dl – si legge nella comunicazione – La notizia ha dell’incredibile per la personalità di Lusi, che ha goduto della massima stima e fiducia degli organi del partito anche concorrendo a fare della Margherita un raro caso di partito con bilanci sani e in attivo. Ciò ci ha indotto a dare corso immediato a tutte le azioni giudiziarie come parte offesa e – si legge ancora nella nota – ad attivare gli accertamenti necessari per la verifica delle modalità dell’ammanco”.

Maria Saporito