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MotoGP, Stoner domina i test. Rossi confida nella GP12

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MotoGP, primo test  – Erano certamente i più attesi per quanto riguarda questo primo test targato 2012. Il binomio Rossi-Ducati, appena uscito da un primo anno disastroso, cercava speranze e sorrisi nella nuovissima GP12, moto realizzata dai tecnici di Borgo Panigale in un tempo record (sei mesi appena). Una rivisitazione completa del progetto Desmosedici, tutto per dare a Valentino, Hayden e i piloti dei team satellite una moto più competitiva ma soprattutto gestibile. Obbiettivo a quanto pare riuscito, visti i commenti e i primissimi riscontri positivi. Honda e Yamaha rimangono un gradino sopra ma la Ducati, a detto dello stesso Rossi, è riuscita a risolvere un “50% dei problemi”. E guardano la situazione di pochi mesi fa è già un ottimo risultato.

Felici e concentrati – “Nel team siamo tutti contenti per come sono andati questi test” dice l’italiano “Le cose più positive che abbiamo ottenuto sono che l’anteriore adesso mi permette di guidare un po’ di più come sono capace, che la moto reagisce bene alle modifiche e che abbiamo le idee chiare su cosa ci manca. In particolare, se riusciremo a migliorare il comportamento della moto in accelerazione potremo fare un consistente passo in avanti” Lo sviluppo però non si ferma qui visto che, a fine mese, i motori si riaccenderanno nuovamente a Sepang per un’altra tre giorni di test: “Adesso con le informazioni raccolte continueranno a lavorare sulle aree che abbiamo individuato. Dobbiamo crescere e quindi stiamo con i piedi per terra

Stoner imprendibile – Chi invece lascia la Malesia con la consapevolezza di avere tra le mani un pacchetto già più che affinato è Casey Stoner. In barba ai problemi di chattering patiti dal compagno di box Dani Pedrosa, nelle due giornate cui ha preso parte l’australiano è sempre rimasto in prima posizione, rifilando ben sei decimi al suo diretto inseguitore Jorge Lorenzo e facendo ancora una volta la differenza: “In generale è stato un buon test, purtroppo abbiamo girato solo due giorni invece di tre, ma grazie anche alle favorevoli condizioni meteo, siamo riusciti a svolgere un ottimo lavoro. Fisicamente con la schiena non mi sento ancora al massimo della forma, mentre la moto funziona bene. Abbiamo provato varie cose, alcune soluzioni di setting dell’ammortizzatore, che non avevamo avuto occasione di provare prima. Adesso non vedo l’ora di tornare in Svizzera da Adriana e aspettare la nascita della nostra bambina!” Un dolcissimo ritorno a casa per il campione del mondo, ma tra tre settimane bisognerà tornare nuovamente in sella.

Riccardo Cangini

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