Responsabilità civile dei magistrati: Camera approva emendamento Lega, Governo battuto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:59

E’ stato approvato oggi dalla Camera, con 264 voti favorevoli, 211 contrari e un solo astenuto, un emendamento del leghista Gianluca Pini alla legge comunitaria che introduce la responsabilità civile diretta dei magistrati, su cui il Governo e il ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, avevano già espresso parere negativo, invitando i deputati a votare contro in attesa della stesura di una normativa dedicata.

Paghino i magistrati, non lo Stato – L’emendamento della Lega Nord, che ha incassato i voti della vecchia maggioranza di Lega, Pdl e Popolo e territorio (ma c’è il sospetto che a favore abbiano votato anche i Radicali e alcuni ‘franchi tiratori‘ del centrosisistra), investe direttamente il magistrato e non più lo Stato dell’onere di risarcire una persona che abbia subito un danno a causa di un errore giudiziario commesso per dolo o colpa grave. Una recente sentenza della Corte di giustizia europea chiedeva al nostro Paese di cambiare l’attuale legge, in quanto la responsabilità andava estesa anche agli errori commessi dal magistrato per un’interpretazione errata delle norme europee e per una valutazione sbagliata di fatti o prove. La Corte non arrivava, però, ad intimare che fosse il magistrato a farsi carico del risarcimento, lasciando così intatto il principio che spettasse allo Stato, e non alla singola toga, pagare.

L’ira dei magistrati: E’ incostituzionale – Sdegnata la reazione del sindacato dei magistrati, l’Anm, all’approvazione dell’emendamento leghista a Montecitorio. A detta del presidente Luca Palamara, la responsabilità diretta del magistrato per i suoi errori è “incostituzionale e una forma intimidatoria e di vendetta verso il libero esercizio della funzione di giudice”. Lo stesso Guardasigilli Paola Severino confida ora in una marcia indietro a Palazzo Madama e aggiunge: “Rispetto la decisione del Parlamento, ma è evidente che in una seconda fase ci sia spazio per un’ulteriore riflessione e si riapra il dialogo in vista di soluzioni alternative“.

Raffaele Emiliano

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