La risposta di Twitter alla censura

Censura locale –  Svolta importante per i social network. Per la prima volta Twitter ha ammesso la possibilità che in futuro alcuni contenuti potranno essere censurati in caso ci fosse la richiesta da parte di un’autorità locale. Tali contenuti potranno essere leggibili in tutto il mondo ad eccezione di quei Paesi in cui costituisce un illecito.

Aggirare la censura – La decisione di Twitter ha generato una serie di proteste e perfino uno sciopero degli utenti del social network. Ma c’è anche chi difende questo cambiamento facendo notale che invece di rimuovere dei contenuti su scala globale, Twitter ha limitato la pubblicazione di contenti su scala locale in caso di richiesta delle autorità. Questo sistema permette di indicare in modo trasparente i motivi dell’oscuramento di determinati contenuti e di aggirare facilmente la censura del proprio Paese.

Non è Twitter che censura ma il vostro governo – Questo sembrerebbe il perfetto compromessi che permette di salvaguardare la legalità dell’azione e garantire allo stesso tempo la libera espressione dei propri utenti. Senza questa politiche Twitter finirebbe per essere oscurato completamente. “Non è Twitter che censura i tuoi tweet, sono i governi”, azione che è già stata adottata anche da Google

Le critiche – Uri Friedman su Foreign Policy ha criticato Twitter affermando che “Twitter si è reso così vulnerabile da tutta una serie di teorie del complotto riguardo quali tweet saranno rimossi e quali no, e per conto di chi, e per quali ragioni: che succede se scoppiano delle rivolte in Arabia Saudita? I critici non mancheranno di notare che il principe saudita AlWaleed bin Talal lbin Abdulaziz possiede una piccola parte della società. E che succede se il Regno Unito chiede a Twitter di rimuovere alcuni tweet durante una rivolta come quelle della scorsa estate? Che succede se qualcuno pubblica un tweet offensivo contro Ataturk, il fondatore della repubblica turca, compiendo un reato in Turchia?”.

Michela Santini