Usa 2012, Romney-Gingrich ora è una questione personale

Oltre la politica – La competizione tra Mitt Romney e Newt Gingrich, i due più papabili candidati alla nomination repubblicana per le presidenziali di novembre, si sta inasprendo sempre di più, e dopo la vittoria del primo in Florida, sembra aver superato i limiti della semplice politica, sconfinando nella diatriba personale.

Nonostante i proclami del candidato dei moderati, cheha recentemente dichiarato che questa competizione rafforzerà il partito, la sostanza sembra essere ben diversa: Romney ha perso stima di Gingrich dopo essere stato definito un esponente del capitalismo corsaro, mentre l’ex speaker della Camera nell’era Clinton non ha per niente gradito la quantità esorbitante di spot e di chiamate automatiche ai cittadini sotto la quale è stato sepolto dal rivale, scottatura alla quale ha reagito evitando la consueta telefonata di congratulazioni al vincitore. La situazione ha attirato l’attenzione di diversi analisti politici, che sono pronti ad assicurare che il livello della competizione è destinato ad aumentare in questa direzione.

Nessun ritiro – In questa fase i due outsider Santorum e Paul restano in ombra, aspettando il voto in Stati a loro più affini, ma annunciano di non voler rinunciare alla candidatura. Tantomeno vole fare Gingrich, che ha anzi annunciato che “ci sono ancora quarantasei Stati e intendo concorrere in tutti e arrivare fino alla Convention di agosto“, in cui verrà designato lo sfidante ufficiale di Obama.

Come in Florida, anche l’aspetto dei fondi di cui potranno disporre i due candidati, a partire da sabato in Nevada, sarà fondamentale. In questo momento Romney è in vantaggio, ma lo strapotere avuto nel Sunshine State difficilmente si verificherà; e nel frattempo Gingrich si è assicurato il sostegno dell’imprenditore Sheldon Adelson, il dodicesimo uomo più ricco del mondo, che ha già contribuito alla causa del candidato conservatore con dieci milioni di dollari.

Damiano Cristoforoni