Due modelli al di là delle frontiere: Dodge Dart e Ford Fusion

Il confronto tra le due sponde dell’atlantico è immediato, così come le differenze tra i due modi di intendere l’automobile, tra le architetture e le tecnologie, l’impostazione delle auto. Le macchine americane ed europee erano diverse: due filosofie inconciliabili. Le macchine yankee, con motori dalla cilindrata smodata a sei e otto cilindri e trazione posteriore, mentre in Europa le vetture erano “moderne” e molto vicine a quelle attuali. Per esempio la Dodge Dart, lontana anni luce dalla progenitrice: sotto la sua carrozzeria ci troviamo la tecnologia italiana, dal pianale, che è quello dell’Alfa Romeo Giulietta, ai motori che sfruttano la tecnica Multi Air per far respirare il motore e abbattere i consumi. La Dart rappresenta il secondo capitolo dell’integrazione tra Fiat e Chrysler e la vittoria tecnica e culturale dell’auto europea su quella americana dei tempi che furono.

La medesima architettura la ritroviamo anche sulla nuova Ford Fusion. Ci sono gli integralisti di Ford che puntano su un design che possa piacere in tutto il mondo e producono vetture uguali ai quattro angoli della terra con nomi talvolta diversi. Non c’è più quella antica differenza tra la Ford eurotedesca e quella americana. Ci sono produttori che hanno un approccio soft: condivisione massima di componenti ma con design e architetture tagliate sulle esigenze locali.