Freno all’acquisto di autovetture tra crisi economica, caro-benzina, Rc e carico fiscale

Il 2011 ha visto il debutto anche sul mercato italiano di molti nuovi modelli di autovetture particolarmente interessanti, ma l’impatto sulle vendite non è stato sicuramente adeguato all’appeal delle nuove proposte.

I provvedimenti finora varati dal Governo in carica e da quello che l’ha preceduto hanno un forte impatto negativo sulla congiuntura. In dicembre il numero dei consumatori che dichiara di voler acquistare un’autovettura nuova scende da 2,9 su 100 di novembre a 1 su 100 di dicembre. Quanto al caro carburante, i prezzi di benzina e gasolio già elevatissimi hanno ricevuto un’ulteriore spinta verso l’alto dalla manovra “salva-Italia”. La liberalizzazione della distribuzione dei carburanti potrebbe avere un impatto positivo purchè funzionino regolarmente i meccanismi della concorrenza.

E’ evidente che sul differenziale tra i prezzi del carburante in Italia e in Europa incide il prezzo industriale, cioè la quota che va alla produzione e alla distribuzione, ma è ancora più evidente che il vero problema è la tassazione, tanto che, anche se la liberalizzazione della distribuzione avesse successo, i prezzi di benzina e gasolio in Italia resterebbero ai vertici della graduatoria europea con le conseguenze sugli acquisti e sull’impiego delle autovetture.

Il costo della Rc auto rimane elevatissimo; da un lato costituisce un forte impedimento all’accesso all’automobile per i neopatentati e dall’altro determina l’uscita dal mercato degli anziani e soprattutto dei pensionati.