Italia, Istat: inflazione a gennaio oltre le attese

L’indice dei prezzi al consumo in Italia, nonostante la fase recessiva in atto, non fa registrare  ancora un’accelerazione al ribasso, restando sostenuto dal settore dell’energia. Lo scorso mese, infatti, i prezzi al consumo hanno subìto un incremento congiunturale dello 0,3% contro lo 0,4% di dicembre e oltre le attese che convergevano verso un rialzo stimato dello 0,2%, Lo comunica oggi dall’Istat, che ha inoltre presentato il nuovo paniere 2012, in cui fanno il loro ingresso libri elettronici e “gratta e vinci”.

I dati. L’indice Nic su base annua è sceso al 3,2% dal 3,3% del mese precedente, risultando anche in questo caso superiore alle stime, orientate verso una frenata più sostenuta, al 3,1%, e un allontanamento più marcato dal picco triennale del 3,4% registrato ad ottobre. “Lo spaccato rivela un rallentamento guidato, a livello tendenziale, dalla forte moderazione dell’inflazione sui beni alimentari, che conferma come – per noi – i prezzi del comparto food abbiano fatto il picco e guideranno nei prossimi mesi un rallentamento strutturale dell’inflazione”, ha dichiarato a Reuters Chiara Corsa, analista Unicredit.

Energia e trasporti. Se i prezzi di alimentari, abbigliamento, cultura e istruzione sono rimasti al palo (o quasi), le utenze energetiche hanno fatto segnare, invece, un balzo mensile dell’1,8% mentre i trasporti, su cui pesa l’aumento dei prezzi del carburante e delle tariffe autostradali, hanno segnato un +0,7%. L’Istat ha evidenziato, inoltre, come da un punto di vista settoriale l’effetto più evidente di sostegno alla dinamica congiunturale dell’indice sia arrivato dai beni energetici regolamentati (+3,5%) e da quelli non regolamentati (+4%).
Per quanto riguarda i servizi, calano del 6,5% congiunturale le spese bancarie e finanziarie, soprattutto per la cancellazione dell’imposta di bollo sui conti corrente nel caso di giacenze inferiori a 5.000 euro prevista dalla manovra di dicembre.

Spagna e Germania. Il trend decrescente dell’indice dei prezzi è meno evidente, però, di quello rilevato in Spagna e Germania, il cui dato tendenziale si attesta per entrambi i Paesi al 2,0%. Madrid ha registrato un indice armonizzato al minimo degli ultimi 17 mesi, mentre il dato tedesco ha segnalato il quarto mese consecutivo di calo.

M.N.