Vertice palazzo Chigi: Monti incontra Alfano, Bersani e Casini

Un vertice programmato da tempo, ma che alla luce dell’“incidente” accaduto ieri alla Camera (con il governo battuto su un emendamento proposto dalla Lega e spalleggiato dal Pdl), ha assunto un significato ancora più vistoso. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha incontrato ieri sera a palazzo Chigi i leader dei tre partiti che sostengono il suo governo per parlare di Europa e – verosimilmente – delle faccende strettamente domestiche.

I leader da Monti – Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini sono stati ricevuti ieri sera a palazzo Chigi dal premier Mario Monti. Nel corso dell’incontro – ufficialmente programmato da tempo – il Professore ha illustrato ai tre leader politici i risultati del vertice Ue appena conclusosi a Bruxelles, rinnovando l’invito alla compattezza necessaria per riguadagnare posizioni al cospetto dei partner e dei mercati. Un‘unità d’intenti che il presidente del Consiglio considera imprescindibile e sulla quale ha voluto interpellare i suoi interlocutori.

Lo spettro dell’antica alleanza – Il segnale giunto in giornata dalla Camera non ha affatto confortato il premier. Quell’emendamento proposto dalla Lega e benedetto dal Pdl (e – si vocifera – da un fronte trasversale) ha impensierito molto il Professore, che ha voluto testare la tenuta della maggioranza che gli ha accordato la fiducia in Parlamento. L'”incidente” di ieri ha fatto riaffacciare sulla scena lo spettro dell’antica alleanza (Lega-Pdl), mettendo di malumore non solo gli esponenti del governo, ma anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Il democratico teme, infatti, che il partito del Cavaliere stia tramando qualcosa e che voglia alzare la posta per tenere sulla corda la squadra di Mario Monti sul tema delle liberalizzazioni.

Maggioranza a rischio? – Un’ipotesi (probabilmente più che fantasiosa) che, se venisse confermata, istigherebbe il Pd a rivendicare maggiore attenzione sul tema del lavoro, spingendo Bersani e i suoi a puntare i piedi sull’articolo 18 e su altri punti considerati insindacabili. Stando alle previsioni delle Cassandre, insomma, l’inedita maggioranza parlamentare potrebbe presto implodere, spianando la strada a una nuova caotica fase. A meno che il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, supporter numero uno del governo tecnico, non riesca a dare concretamente una mano al premier, impegnandosi a spegnere (sul nascere) le inevitabili scintille tra gli antichi avversari politici.

Maria Saporito