Bimbo gettato nel Tevere, il padre ha confessato

Continuano le ricerche – Non è ancora stato trovato il corpo del bimbo di 18 mesi gettato ieri nel Tevere dal padre al termine di un violento litigio con la madre del piccolo. E’ stato lungamente cercato ieri dai sommozzatori dei vigili del fuoco, scandagliando l’area intorno a ponte Mazzini, da dove il padre l’aveva lanciato in acqua, senza però riuscire a trovarlo. Oggi le ricerche si sono orientate anche sulla superficie.

Precedenti per droga – L’uomo, con un passato di tossicodipendenza, si era recato ieri a casa della zia della sua ex moglie, dove si trovava la donna, e aveva iniziato con lei una violenta discussione, dopodiché, probabilmente preso da un raptus, ha rapito il bambino. La zia della donna ha subito avvisato i carabinieri, ma quando sono giunti sul posto l’uomo era già fuggito.

Ha confessato – Dopo aver compiuto il folle gesto si è allontanato e quando è stato trovato dai carabinieri era perfettamente lucido, fatto che ha permesso ai militari di escludere che fosse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, e ha subito confessato di essere stato lui a buttare il figlio nel fiume, dopodiché si è chiuso nel silenzio. Secondo le testimonianze fornite dalla zia e dalla madre del bambino, l’uomo aveva sempre avuto un atteggiamento violento nei confronti del figlio e della moglie.

Marta Lock