Usa 2012, Romney sbanca il Nevada

Passo avanti – Mitt Romney ha vinto anche in Nevada, ma la notizia vera non è questa; il risultato era ampiamente pronosticabile, e il Nevada, da un punto vista di assegnazine dei delegati, non è uno degli Stati più fondamentali: quello che ha sorpreso è la modalità con cui ha vinto l’ex governatore del Massachusetts, perchè i punti percentuali rifilati al secondo in classifica, il rivale Newt Gingrich, sono stati oltre quindici (42% contro 26%). Ciò significa che, oltre al sostegno dei mormoni, che in Nevada sono il 26% e hanno votato compatti per lui, Romney sta lentamente conquistando anche la parte più conservatrice del Partito Repubblicano, andando ad appropriarsi di una quantità di elettorato finora sempre appartenuta a Gingrich, che infatti vede la sua posizione iniziare a scricchiolare.

Subito alle urne – Dopo il risultato del Nevada sembrava infatti che l’ex speaker della Camera stesse addirittura pensando al ritiro, ma lui ha prontamente smentito, bollando la notizia come un falso fatto circolare dallo staff di Romney. Ma il candidato conservatore è anche andato all’attacco dell’avversario, e nella conferenza stampa post-voto ha dichiarato: “Romney è sostanzialmente un disonesto, nell’ultimo dibattito ho taciuto perchè non ero preparato a un tale livello di spudorata slealtà“, riferendosi all’ultimo confronto televisivo in cui in alcuni frangenti aveva vistosamente temporeggiato.

Martedì si torna subito al voto: toccherà al Colorado, dove Romney è ancora favorito, e al Minnesota, dove invece la leadership sembra più in bilico. L’obiettivo quasi dichiarato del candidato dei moderati è quello di prendere più vantaggio possibile nelle votazioni di febbraio, in modo da aver sostanzialmente già chiuso i giochi prima del Super Tuesday del 6 marzo, quando voteranno undici Stati, prevalentemente del Sud e più vicini ad idee conservatrici che poco si rifanno a quelle di Romney.

Damiano Cristoforoni