Salvatore Parolisi shock: chattava con dei trans a 48 ore dalla morte di Melania

Parolisi in chat con i trans: scoperta inquietante nell’omicidio di Melania Rea, è emerso un nuovo tassello del nero mosaico di quel truce delitto. Le analisi effettuate dai carabinieri e dai tecnici informatici sul pc  di Salvatore Parolisi, marito della vittima e principale sospettato, hanno svelato che l’uomo chattava con dei trans lo scorso 20 aprile, mentre le forze dell’ordine e i familiari si affannavano nel cercare il corpo della donna. In quelle drammatiche ore il caporalmaggiore, dalla caserma, si intratteneva in chat con il nickname “corpo a corpo” scambiandosi messaggi con vari transessuali.

Posizione sempre più grave: la scoperta, fatta dai carabinieri del Ros, ha peggiorato la posizione di Parolisi; l’avvocato della famiglia Rea, Mauro Gionni, in seguito a questo nuovo elemento, ha avanzato l’ipotesi che Melania fosse venuta a conoscenza delle esperienze virtuali del marito e avrebbe minacciato di renderle note, inficiando così la sua posizione lavorativa. Insomma, secondo Gionni, siamo al cospetto di un movente forte, ecco le sue dichiarazioni: “Forse Melania sapeva, forse aveva scoperto qualcosa che non riguardava solo il fine settimana che Parolisi doveva trascorrere ad Amalfi con la sua amante, forse aveva scoperto che il marito chattava con dei trans e per questo potrebbe averlo minacciato di riferire tutto all’esercito con la conseguenza della perdita di lavoro.
Il 27 febbraio inizierà il processo, gli avvocati di Parolisi hanno ancora un giorno di tempo per presentare al giudice la richiesta di il rito abbreviato.

V.P.