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Bersani: Dal 2013 basta governissimi. E su Monti: Mai staccare la spina

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Bersani: Appoggio a Monti – Il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani ha sottolineato la necessità di far lavorare in pace il governo Monti, senza ricatti o colpi di testa da parte dei partiti: “Staccare la spina? Semmai attaccarla meglio. Non vorrei che lasciando passare uno strappo dopo l’altro ci trovassimo in una situazione complicata e ci fosse un cortocircuito“.
E ancora: “Ribadiamo a tutti gli interlocutori la nostra scelta di appoggiare un governo che abbiamo voluto in nome dell’Italia prima di tutto. Anzi, anticipo il nostro nuovo slogan: Italia bene comune. Non pretendiamo che assuma il 100 per cento delle nostre proposte. Ma il punto è non aprire un fossato tra l’esecutivo e l’opinione pubblica. Se passa l’idea che si può allungare l’età pensionabile di un infermiere di 4 anni ma non si possono toccare notai, banche e titolari di farmacie si crea un problema serio. Lo dico per dare forza al governo non per indebolirlo. Stia attento alle trappole“.

Lavoro e articolo 18 – Sui due grandi temi su cui sta discutendo molto, soprattutto con le parti sociali, Bersani sottolinea le sue perplessità, soprattutto dopo alcune battute da parte di Monti e dei Ministri competenti: “Qualcosa si potrebbe rimproverare ai membri del governo ma so bene che alle domande si risponde. Il punto è un altro: come mai la nostra discussione pubblica è inchiodata da anni su questo punto e non si sposta il riflettore su come creare lavoro?”.
Mentre sull’articolo 18, Bersani ribadisce la necessità di far lavorare il governo, attraverso tavoli con le parti sociali, evitando quindi che ogni partito eserciti le proprie pressioni: “I partiti non possono permettersi di accendere fuochi. Noi stiamo zitti e non interferiamo su questo tema. C’è un tavolo del governo con le parti sociali. Accetteremo qualunque accordo nato in quella sede. Abbiamo le nostre proposte innovative che non toccano l’articolo 18. Ma non escludiamo perfezionamenti nella sua gestione a cominciare dai percorsi giurisdizionali. Ma vorremmo rivoltare l’agenda partendo dalla domanda: come si crea un po’ di lavoro?”.

Le riforme e la legge elettorale – Bersani parla anche di legge elettorale, con un unico obiettivo, eliminare l’attuale legge, il Porcellum, per dar vita ad una nuova riforma che sia frutto del dialogo tra i partiti e rispetti la volontà del popolo: “La premessa è che bisogna parlare con tutti. Le forze che sono in Parlamento e quelle fuori. Ci interessa una legge che pacifichi il Paese e venga riconosciuta da molti non da pochi. Non mi interessa invece un uso strumentale della riforma dove due soggetti lasciano fuori gli altri. Il Pd non è disponibile”.

Le primarie – Riguardo il futuro del partito, Bersani fa notare che “senza polemiche e sotto la neve stiamo organizzando le primarie per le amministrative dappertutto. Faremo anche quelle nazionali. Il percorso è il solito: il patto di coalizione e qualche mese prima dell’appuntamento elettorale, né troppo presto né troppo tardi, le primarie“.
Ma: “Non si può andare in campagna elettorale proponendo governissimi. Anzi. Lo stesso percorso di certe leggi che stiamo approvando adesso, ci dice che una vera opera di riforme e di ricostruzione devi farla chiedendo un impegno al corpo elettorale“.

Matteo Oliviero

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