Calciopoli, crepe nell’impianto accusatorio. La Juve pensa alla revisione del processo

Calciopoli – Un percorso di 561 pagine  per racchiudere il processo di Calciopoli. Tante ne ha scritte il collegio giudicante della nona sezione penale del tribunale di Napoli per spiegare i perché delle condanne in primo grado di Luciano Moggi e degli altri, più o meno grandi, accusati: la principale colpa è l’utilizzo delle sim svizzere. Ma dalle 561 pagine di motivazioni i giudici fanno emergere crepe nell’impianto accusatorio ed investigativo che faranno discutere. Incomprensibile l’accusa quando, secondo il collegio presieduto dal presidente Teresa Casoria, si è ostinata a domandare di “sfere che si aprivano, sfere scolorite ed altri particolari”, in quanto il sorteggio non è mai stato  taroccato e l’influenza di Moggi sul mondo arbitrale avveniva a livello di composizione di griglie arbitrali e non al momento di sorteggiare quel singolo fischietto per quella determinata partita.?? Calciopoli, adesso, passa alla fase successiva e si prepara all’appello.

Battaglia Juve – La strategia della Juventus prende vigore dalle 561 pagine consegnate venerdì dalla Casoria in cancelleria e rese note ieri. Il club bianconero è pronto ad accelerare la calendarizzazione dell’udienza al Tar del Lazio, certo che faranno comodo nella causa contro la Federcalcio e, chissà, nella richiesta di revisione del processo sportivo, le motivazioni del tribunale di Napoli. Lo stesso tribunale che aveva condannato Luciano Moggi, ma assolto da responsabilità civile la società piemontese. “Andremo fino in fondo”, aveva tuonato Agnelli fin dal luglio scorso, quando scoppiò la guerra per la revoca del titolo 2006, requisito alla Juve e consegnato all’Inter. I recenti sviluppi hanno decretato da parte dei giudici dello Stato una non responsabilità civile del club per le condotte di Moggi ed una sostanziale colpevolezza, invece, secondo i membri della Figc. “L’obiettivo è fare danno a chi ci ha fatto danno e andremo avanti sino a quando ci saranno strade legali percorribili”, aveva detto Briamonte. Da ieri, appaiono in discesa quei sentieri gia intrapresi dalla società torinese.

 

Giuseppe Ferrara