Dai gay agli opportunisti: Berlusconi si racconta a un mensile americano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:19

In una lunghissima intervista rilasciata al mensile statunitense, The Atlantic, Silvio Berlusconi ha passato in rassegna tuti i capitoli più importanti della sua esperienza politica. E non solo. Dall’addio (forzato) al governo al rapporto con gli ex alleati, dallo scandalo del “bunga bunga” alla lotta contro la magistratura: l’ex premier si è raccontato a 360 gradi, senza rinunciare alle immancabili battute.

L’opportunismo dei politici – Il sentore è che, al cospetto dell’intervistatore statunitense, l’ex presidente del Consiglio abbia trovato il coraggio (e forse anche la voglia) di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. E così, pur rimarcando sostanzialmente quanto più volte detto anche ai giornalisti italiani, il Cavaliere – nell’intervista a The Atlantic – non ha lesinato punture e stoccatine. Come quella destinata al mondo politico in generale: “Ho incontrato più ingrati e opportunisti in politica che in qualunque precedente vita da imprenditore”, ha detto l’ex premier. Che si è anche “sbottonato” sul rapporto con gli ex alleati di governo: “Siamo stati castrati da queste alleanze – ha dichiarato – Non ci hanno consentito, come invece avrei voluto, di introdurre in Parlamento le bozze dei disegni di legge”.

Il mantra sui giudici – E interpellato sulla caduta del suo esecutivo, costretto a cedere il posto ai tecnici: “Le cose non erano così gravi – ha replicato l’ex premier – Lo stato italiano è indebitato, ma i cittadini, le famiglie e le aziende sono ricche“. Quanto al suo futuro politico: “Resterò nel partito a sostenerlo – ha confermato Berlusconi – ma sarò il padre nobile, il padre fondatore. Organizzerò il sostegno di cui ha bisogno”. Inevitabile il riferimento al burrascoso rapporto con i giudici: “Qualsiasi magistrato può impugnare qualsiasi legge presso la Corte costituzionale e rovesciarla – ha sottolineato il Cavaliere tornando su un “tormentone” mai archiviato – Di 15 giudici, 11 sono del centrosinistra e quindi in grado di vanificare il lavoro di mille parlamentari e dell’intero governo per due anni”.

Un leader amato – Ma nella lunga intervista al mensile statunitense, l’ex presidente del Consiglio non ha rinunciato a dedicare ampio spazio alla celebrazione di sé. “Sono stato in grado di avere la simpatia, anche l’amore di un sacco di gente – ha affermato – Dovreste vedere quando vado ai raduni: le persone cercano di toccarmi, di starmi vicino anche fisicamente. Si dice che nella storia d’Italia, non c’è mai stato un politico in grado di muovere le folle quanto ho fatto io”. Di più: “Un terzo del popolo italiano mi ama profondamente – ha insistito il fondatore del Pdl – e me lo dimostra continuamente. Quando cammino si intasano le strade, se vado al ristorante la gente si alza in piedi e comincia a battere le mani e non pago mai il conto”.

Più gay, meno competizione – E lo scandalo del “bunga bunga”, che ha calamitato l’attenzione dell’intero globo? “Sono profondamente rammaricato da questo – ha concesso Berlusconi – ma non devo chiedere perdono per nulla. Tutto quello che ho fatto è stato assolutamente normale, assolutamente legittimo. Durante le cene c’erano tanti ospiti e, certo, c’era la confortante presenza estetica di belle ragazze. C’erano orchestre, musica, un sacco di camerieri, un sacco di persone – ha precisato -Tutti volevano conoscermi”. “L’unica cosa della quale non sono stato accusato in tutto questo vortice di montature fatte sul mio conto – ha ripreso il Cavaliere – è essere gay. Non ho nulla contro gli omosessuali, sia chiaro. Anzi. Ho sempre pensato che più gay ci sono in giro – ha chiuso Berlusconi con l’immancabile battuta –  meno competizione c’è”.

Maria Saporito 

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